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"Solo uno col carattere Juve, ma non gioca. Spalletti sì e i giocatori no": Tacchinardi esclusivo

L'intervista: "A questa squadra manca il veleno bianconero. Col Celta Vigo una partita durissima. Woltemade sufficiente, con Kolo c'è un rischio"

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TORINO - Alessio Tacchinardi, ventisei anni fa la Juve è caduta rovinosamente a Vigo. Ricorda il risultato? «Eh, 4-0. No, non è sicuramente un ricordo positivo: è stata una partita nata male, in quel match e in quel contesto il Celta era stato nettamente superiore».

Potrebbe ricapitare? «Quella squadra era un’altra roba: oggi mi sembrano avere meno qualità, meno fantasia, forse un po’ di solidità in più. Quella che abbiamo affrontato nel 2000 sfruttava una spinta incredibile da parte del pubblico: era una bolgia, e ti facevano male».

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"C'è una cosa da non fare"

Lei ha giocato anche in Spagna, al Villarreal. Che atmosfera troveranno i bianconeri? «Sono molto simili, nonostante le differenze tra club. Anche ai miei tempi c’era sempre tanta gente, si nutrono dei momenti delle sfide. E c’è una cosa da non fare: dargli ritmo e perciò entusiasmo. Tocca tenerli con le orecchie basse, perché se trovano il piacere di giocare, allora possono fare male».

Insomma, può essere molto complicato. «Una partita difficile, durissima. A noi avevano fatto una testa così...».

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