La **Juventus** ha voglia di dare continuità al successo del debutto in Europa League contro il NEC. Anche se l'ostacolo sarà probabilmente più impervio rispetto alla prima giornata. Perché il **Celta Vigo** è squadra di qualità ed esperienza e perché giocare al Balaidos non è mai semplice, come racconta anche la storia.
Memoria storica viva
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In Galizia non si parla d'altro da giorni: lo storico 4-0 con cui gli spagnoli batterono la Juventus nel marzo del 2000, estromettendola dalla Coppa UEFA, è un ricordo ancora vivo nelle menti di molti. Dei giocatori come Iago Aspas, ma pure del tecnico Claudio Giraldez, entrambi all'epoca in tribuna da tifosi. Oggi leader tecnici e carismatici della squadra che proverà a ripetere quell'impresa. E pure in conferenza stampa all'allenatore è stato chiesto se quel risultato fosse riproponibile: "Io firmo anche per il 4-3... Ma anche 1-0, 2-0, 3-0... Già è difficile vincere nel calcio professionistico, figuriamoci 4-0 contro una squadra come la Juventus. Spero comunque di poter vivere un altro giorno così entusiasmante come quello".
Ma come andò quella sfida?
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La Juventus aveva vinto 1-0 l'andata a Torino, ma come spoilerato in Spagna tutto fu ribaltato. Il primo gol lo segnò un certo **Claude Makelele** dopo una manciata di secondi, mettendo in discesa la partita per i suoi. Con una Juventus in bambola, al 20' arrivò il raddoppio spagnolo con autogol di Birindelli. Quindi il dettaglio che cambiò definitivamente la partita: al minuto 27 secondo giallo per Antonio Conte e Juventus in dieci. Finita. Anche perché al 45' fu espulso anche Montero. Il 4-0, con doppietta di Benni McCarthy, fu solo una logica conseguenza.