AFP
In Europa League, contro il Celta Vigo, occasione da titolare per Woltemade, che devo però trovare ancora la sua vera identità alla Juventus.
Nel match di questa sera sul campo del Celta Vigo, nella seconda giornata della fase a campionato di Europa League, con tutta probabilità nella formazione titolare della Juventus ci sarà spazio anche per Nick Woltemade. Per il classe 2002 tedesco sarebbe la seconda presenza da titolare, dopo quella contro il NEC, sempre in Europa League, quando realizzò - su rigore - quello che finora è stato il suo unico goal con la maglia bianconera. In campionato, invece, l'ex Newcastle ha disputato solo quattro spezzoni di partita: 14 minuti contro il Milan, 30 contro il Sassuolo, 4 contro l'Atalanta e ancora 30 contro il Cagliari.
Di Woltemade, ieri Spalletti ha parlato in questi termini: __"Col Celta Vigo sarà usato. È corretto fare così perché abbiamo bisogno anche di far riposare la squadra. Non è solo questa settimana che abbiamo tre partite, ma un periodo. Se non si cambia come facciamo ad arrivare in fondo? Nick può fare il centravanti con caratteristiche di manovra, che può arrivare da dietro, che riempie la trequarti e a volte il centrocampo".__
* Le caratteristiche descritte da Spalletti potrebbero andare bene per descrivere un giocatore universale (da Johan Cruyff in giù), oppure per descrivere un calciatore che, a 24 anni, deve ancora trovare la sua vera identità tecnica e tattica, e la sua maturazione. E questo ovviamente è il caso di Woltemade. In questa stagione, che per lui prevede un prestito annuale secco alla Juve, senza né obbligo né diritto di riscatto, Woltemade deve accelerare i tempi, per provare a trovare celermente la sua collocazione nel contesto della squadra di Spalletti.
Ovviamente anche il tecnico deve essere abile e intuitivo nel trovare il giusto modo, e i giusti spazi, per inserire il numero 27 nei suoi schemi. Cosa non facile, sia per le caratteristiche del tedesco, sia per la contemporanea presenza di altri giocatori 'crossover' come caratteristiche, a partire da Randal Kolo Muani.
* In conferenza, Spalletti ieri ha evocato il veleno e la ferocia, per tutta la squadra, compreso Woltemade: __"Non siamo abbastanza feroci quando la partita ci mette davanti all'occasione che può far cambiare tutto. Quando arriva quell'attimo non dobbiamo indugiare, dobbiamo pretendere la soluzione in quell'attimo lì. È in questi attimi che si portano a casa molti risultati. Noi non siamo abbastanza avvelenati".__
E' vero, il carattere e la personalità sono importanti, ma non ci sembra che alla Juventus manchino, allenatore compreso. Anzi, a volte sembra che di foga nella Juve ce ne sia fin troppa. Sono le idee chiare e lucide sullo stare in campo, e sul cosa fare in campo, che invece spesso latitano. E Woltemade ne è un esempio. Oggi il tedesco ha 90 minuti per smentire i detrattori e iniziare anche a pensare a quale potrà essere il suo futuro. Un futuro che, dopo sole cinque presenze, sembra già lontano dalla Juventus.
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