Simeone non segna da più di due mesi: "Ci provo sempre, ma non è un problema. So come funziona"
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TORINO - Il suo gol, nella serata di Ferragosto contro la Carrarese, aveva permesso al Torino di avanzare in Coppa Italia, prima dell’eliminazione per mano del Monza al turno successivo. L’unico finora, nella stagione di Simeone, ancora a caccia di quella rete in grado di sbloccarlo pure in Serie A. Un punto fermo della squadra di Abate, l’argentino: il presidente Cairo, in estate, ha fatto di tutto per convincere l’attaccante a dire no al River e a sposare ancora una volta la causa granata. Il Cholito ha scelto di rimanere, dopo una stagione di alti e bassi per il Torino, ma segnata, a livello personale, da una grande continuità, quella che gli era mancata nel periodo di Napoli. Periodo comunque felice, come ha sempre sottolineato.
Simeone e il Torino: il motivo del no al River Plate
A Sky, Simeone è tornato a parlare proprio della rinuncia al River: «È vero, ho avuto la possibilità di andarci, avrei cambiato calcio e vita, ma io e il Torino abbiamo deciso insieme che c’era bisogno di me in questa squadra e sono molto contento di essere rimasto. Ho capito che serve anche la mia leadership per aiutare i compagni giovani che sono arrivati. Serve esperienza e voglio dimostrare di poter continuare a fare quello che ho fatto l’anno scorso». I giovani, quelli che Abate ha schierato finora senza lasciarsi condizionare dalla carta d’identità. Da Cacciamani, cresciuto con l’allenatore nel suo anno a Castellammare di Stabia, a Fortini e Comuzzo, solo per citarne alcuni. E proprio del difensore il Cholito ha parlato come del calciatore che più lo ha sorpreso in queste settimane. Se a fine ritiro aveva indicato in Luongo il granata da tenere d’occhio per il futuro, l’attaccante ha aggiunto alla sua lista pure l’ex Fiorentina, arrivato in granata a inizio agosto e diventato subito il titolare: «Se devo fare il nome di un compagno che mi ha sorpreso, quello è Comuzzo. Pietro sembra esperto, ma è giovanissimo (21 anni, ndr), ha ancora tanta strada da fare. Prendiamo la partita contro la Fiorentina: è stato bravissimo ad annullare uno come il mio connazionale Mastantuono. Mi ha colpito molto».
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Torino, Simeone a caccia del primo gol stagionale in Serie A
Non si poteva non parlare del gol, col Cholito che nelle prime sei giornate di questo campionato non ha ancora trovato nemmeno una rete. Prima della sfida alla Roma, oltretutto, Simeone si era fermato per un problema alla schiena che ne aveva messo in dubbio la presenza contro i giallorossi. «Due giorni prima di quella partita ho avuto un blocco alla schiena. Mi era già capitato a Napoli, è difficile tornare in campo in pochi giorni. Per fortuna sono comunque riuscito a giocare, ho resistito e ho provato a dare tutto quello che avevo, andando anche vicino alla rete. Devo ringraziare tutto lo staff per avermi aiutato a recuperare così in fretta».
Simeone su Abate: «Ha un’identità precisa»
Un digiuno che però sembra non preoccupare Simeone: «Il gol non è un problema, non ci penso tanto, ma ci devo provare in tutte le partite. A volte non si riesce e conosco queste dinamiche: ci sono partite in cui ti sblocchi in un attimo o magari ti possono capitare partite senza rete. So come funziona». Nell’estate in cui l’argentino ha detto sì a Cairo decidendo di diventare un leader del gruppo, il Torino ha scelto di affidarsi ad Abate. Un allenatore alla prima esperienza in A. «È giovane, ma conosce molto bene il campionato italiano, visto quanto ha giocato in A. Sa bene come funziona, ha tanta energia, gli piace avere un rapporto vero con i giocatori», ha spiegato l’argentino. Che poi ha indicato una delle qualità migliori del suo allenatore: «Ascolta molto, è una cosa buona, cerca di trovare il modo migliore per far stare bene i giocatori. Se pensiamo al campo, ha idee, ha un’identità precisa che vuole portare avanti partita dopo partita».
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