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Il fattore Zaccagni per la Lazio: la sua rinascita per tenere Gattuso in alto

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Le migliori stagioni del capitano coincidono spesso con gli exploit dei biancocelesti

Daniele Rindone

Daniele Rindone

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Roma - È vissuta del miglior Zaccagni, la migliore Lazio. E non a caso oggi rivive di lui. Senza Arciere, gli allenatori si ritrovano nudi. E’ successo a Sarri l’anno scorso, non sta succedendo a Gattuso quest’anno. Mica fesso, Rino. La prima telefonata che ha fatto è stata a Zaccagni, nelle vesti di capitano, per la rappresentanza che incarna, e nelle funzioni di mister velocità, assist e gol. Era quasi alla porta, deciso a valutare offerte. Era il primo da convincere. Era la prima stella da riaccendere. «Via, torniamo tutti a volare», il senso delle chiamate di Rino. Zaccagni è stato il primo a ravvivarsi, non gli pareva vero di ritrovare Gattuso, da sempre suo estimatore. Rino ha avuto le “visioni”, è riuscito a guardare oltre, a credere nella rinascita del capitano e di tanti. In mezzo a tutte le gatte da pelare che ha trovato è riuscito a ricostruire spogliatoio e squadra.

I numeri di Zaccagni

Zaccagni ha ritrovato la forma dopo un anno tormentato dalla pubalgia, dall’operazione, dagli stiramenti. Ha recuperato la convinzione, la leggera magia del dribbling. Con la sua freccia, in sei partite, ha infilzato tutti questi record: più tiri totali (18), più tiri in porta (otto), più occasioni create (nove), più dribbling tentati (16), più palloni toccati all’interno dell’area avversaria (21). Lo show dei record di squadra. Numeri che lo fanno essere di nuovo arco e freccia, 10 e 11, rifinitore e punta laterale. Zaccagni aiutava, non risolveva più. Era circondato, prigioniero. Provava a sfidare, a puntare l’uomo, a saltarlo. Ci riusciva meno. Il suo segno distintivo è sempre stato il dribbling in velocità, la sterzata. Era indebolito, fiaccato dalla pubalgia. Le sue armi erano incruente.

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Zaccagni e la Juve

Il miglior Zaccagni si presenta a Torino fresco delle 200 partite con la Lazio, celebrate col Monza. «Una grande emozione raggiungere le 200 partite, ho fatto un grande percorso con questa maglia ma non è un punto di arrivo, è di partenza. Ci stiamo divertendo e c’è entusiasmo, siamo contenti. Il nostro top significa migliorare le prestazioni partita dopo partita provando a giocarcela contro le squadre migliori del campionato. Il prossimo sarà un bel test», la sfida lanciata da Zaccagni alla Juve. Un gol e due assist contro i bianconeri. Il gol risale alla vittoria dell’aprile 2023, Lazio-Juve 2-1. Assist per Milinkovic, poi la sua firma. Uno Zaccagni trionfale. Gol e assist sono sempre stati colpi naturali vero com’è che dal 2019-20, da quando giocava con il Verona, ha segnato 41 volte e ha servito 30 assist. Solo Berardi, tra gli italiani, vanta numeri migliori (76 gol e 45 assist). Con la Juve c’era stato un piccolo flirt quando il rinnovo con la Lazio era bloccato. La storia con la Lazio è proseguita. Zaccagni e la Juve, nei numeri, ha generato questo elenco di risultati personali: quattro vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte. La Juve è avvisata, Spalletti anche. Zaccagni a Luciano ha regalato quel gol alla Del Piero contro la Croazia agli Europei. Domani niente regali. Nelle ultime quattro partite il capitano ha servito due assist e ha segnato il rigore col Venezia. Col Monza il gol l’ha sfiorato con un tiro a giro nel finale. Poi ha aperto per Pedraza nell’azione del tris di Pinamonti. «Il gol mi serviva», aveva detto Mattia a Venezia. Lo cercava da un anno. «Niente Italia, me lo godo io», le parole di Gattuso dopo le convocazioni di Mancini. Insieme andranno allo Stadium da primi, per tentare il colpaccio. Serviranno il miglior Zaccagni e la migliore Lazio. L’Aquila reale e l’Arciere del regno.

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