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L'effetto Sarr sorprende anche Spalletti: i numeri Juve raccontano una storia incredibile

Calcio

Mentre Thuram recupera dall’infortunio, Pape conquista tutti. Per Koopmeiners, invece, si fa dura

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Persino Vigo l'ha confermato. Che mentre Khephren Thuram lavora a Lione, sotto stretta osservazione del chirurgo Sonnery-Cottet, la Juve inizia piacevolmente a dipendere da Pape Matar Sarr. Altro che oggetto misterioso da ultimo giorno di mercato: in poco tempo, quattro partite, è diventato l'uomo in più di una squadra finalmente tornata a fare filtro. Anche con il Celta. Anche quando la palla quasi non si vedeva, se non nell'infrangersi sulle leve del senegalese, bravo a sporcare le linee di passaggio, però anche a spazzare in maniera grezza ed efficace. E poi: personalità a farsi dare la palla, coraggio nell'andare a giocarla. Provare, a prescindere dai mezzi tecnici non esattamente raffinatissimi. Pape il calabrone vola senza sapere di non essere adatto a farlo. Così ha racimolato numeri importanti nell'ultimo match: 5 intercetti (più di tutti), il 92% di passaggi riusciti e ben il 93% di tocchi giusti nella metà campo avversaria, dove il pallone scotta un po' di più. E Spalletti? N’è contento. Assai.

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Sarr, Spalletti apprezza

Ché uno scudiero per il suo regista preferito, Douglas Luiz, non solo gli serviva, ma gli ha permesso di liberare spazio e di dare compiti differenti anche allo stesso McKennie, nella sua idea adesso più votato all’attacco. Perciò, l’invito col sorriso a Thuram è diventato quello di procedere con calma, senza sensi di colpa, in modo da non forzare e rientrare sul serio. All’ex Tottenham, invece, quello di continuare esattamente così. Così come piace a Lucio, che di Sarr sta apprezzando lo spirito, le iniziative, la capacità di stare all’ascolto nonostante (per dire) la barriera linguistica. Qualcosa gli arriva da Kalulu, qualcos’altro ancora dallo staff. Qualcosa è pure innato, come lo spirito da interditore e come una caratteristica che non si allena, o almeno non totalmente: la generosità. Sarr corre più di tutti e ha alzato il numero totale dei chilometri percorsi dalla squadra, con i suoi (quasi) 12 di media. Poi ringhia, non abbaia. Va giù duro, non temporeggia. Colta, la differenza? Inevitabilmente, il pensiero corre a Koopmeiners, difeso ancora dall’allenatore giovedì sera.

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