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Conceicao, confronto con Spalletti e la Juve dopo il caso sostituzione: l'allenatore non è…

Appunti di telecronaca: Juve, perché non ti fai rispettare? Ti manca un Osimhen!

Appunti di telecronaca: Juve, perché non ti fai rispettare? Ti manca un Osimhen!

Fabrizio Patania

Fabrizio Patania

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Juveleno. Spalletti non si accontenta, ne chiede di più, anche se Kolo ha afferrato l’attimo e ha portato a casa un successo pesantissimo in Europa. C’è un significato più profondo dentro la notte di Vigo. Il tecnico di Certaldo ha inviato messaggi precisi al gruppo, ai panchinari e ai titolari, compreso Conceiçao, spedito in fretta davanti alle tv e in zona mista dalla dirigenza per smontare il caso sostituzione. «Non è vero, non ho litigato con lo staff» ha raccontato il piccolo portoghese, di sicuro deluso per la sostituzione. «Nessuno è mai contento di uscire, ma non ho protestato». Lucio, nei suoi confronti, non ha concesso sconti. Risposte dure nel giro interviste. «Gli conviene essere arrabbiato con se stesso, sono convinto che sia andata così, come hanno raccontato i miei collaboratori in panchina. La personalità va dimostrata in campo, quando si gioca, non fuori. E poi ci sono i compagni, tanti altri giocatori che restano in panchina o meriterebbero più spazio». Conceiçao, rientrando a Torino, ha chiarito e si è spiegato parlando con Spalletti e anche con l’ad Carnevali.

[Juve, le pagelle dopo la vittoria sul Celta: Kolo Muani il migliore, Cambiaso assist prezioso

Juve, le pagelle dopo la vittoria sul Celta: Kolo Muani il migliore, Cambiaso assist prezioso](https://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/europa-league/2026/10/16-151926268/juve_le_pagelle_dopo_la_vittoria_sul_celta_kolo_muani_il_migliore_cambiaso_assist_prezioso)

Le dure parole di Spalletti ai giocatori dopo Cagliari

Caso archiviato con un messaggio ai naviganti. Conta la Juve, va rispettata la storia del club bianconero, aspettative alte. Spalletti, negli ultimi giorni, si è trasformato in un martello. Non accetta individualismi. Non è contento di come sia iniziata la stagione. È entrato in “modalità battaglia”, come lui stesso l’ha definita allo stadio Bailados, senza ricevere ancora le risposte adeguate dal gruppo. «No, da questo punto di vista non penso si sia fatto abbastanza» ha spiegato in conferenza. Dopo Cagliari, si era fatto sentire all’interno dello spogliatoio reclamando uno spirito differente. Cerca solidità, scaltrezza, cattiveria agonistica e ferocia nei momenti in cui si decidono le partite. «Batterò qualcuno nel muro oltre a dire alla squadra che nel complesso è stata una buona prestazione» le sintesi notturna alla Unipol Domus.

Juve, una vittoria senza incantare

In Galizia la Juve ha vinto senza incantare. Ha prodotto due gol, buoni per rimontare e piegare il Celta Vigo. Ha rischiato di prenderne più di uno, facendosi spesso beccare scoperta e in ritardo nella fase difensiva. Mollezza, distanze lunghe. «Dobbiamo alzare il livello. È stata una partita al di sotto delle nostre possibilità, ci siamo disuniti, eravamo in ritardo. Come attenzione, sviluppo di gioco e compattezza eravamo andati meglio a Cagliari» l’analisi puntuale del tecnico. Lucio non si è fatto scrupoli, rovistando la panchina e sostituendo anche chi non vedeva il campo da qualche settimana dopo aver concesso agli undici di partenza una nuova possibilità nel secondo tempo. C’è una differenza evidente tra titolari e riserve. Gli ingressi di Kolo Muani e Nico Gonzalez erano compresi nella logica delle rotazioni offensive, la Juve stava provando a vincere. Meno prevedibili le sostituzioni di Gatti e Kelly. Spalletti ha parlato di stanchezza, ma la difesa bianconera in quei momenti non si era fatta trovare pronta, rischiando il contropiede. Lucio, senza indugiare, ha tolto due centrali su tre per ritrovare sicurezza con Bremer e Lucumi. Provando a vincere, non voleva perdere.

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