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Cisse, il capocannoniere che non ti aspetti. Ma non chiamatelo punta

Cisse, il capocannoniere che non ti aspetti. Ma non chiamatelo punta

Della splendida serata di Cisse in Austria, ancora più della bellissima tripletta, mi è rimasta impressa una sua dichiarazione nel post partia: "Per essere qua ho lavorato molto e se sono qui è anche grazie al lavoro”, ha detto il giovane trequartista in mix zone. E infatti questo suo rendimento, attualmente è il capocannoniere della rosa con 5 gol in tutte le competizioni, era tutt'altro che scontato. E non solo per il classico discorso di un giovane che fa il salto di categoria e indossa una maglia pesantissima, ma anche perché Cisse arrivava da un infortunio davvero grave: la rottura del tendine degli adduttori della coscia destra che l'aveva costretto ad una delicata operazione a febbraio 2026.

Il processo di recupero è proseguito anche durante l'estate, tant'è che al raduno di metà luglio Cisse non si è allenato fin da subito con la squadra ma ha seguito un programma personalizzato. E anche in quell'occasione ha dimostrato di avere la giusta mentalità: nell'intervista post match di Torino-Milan, prima partita e primo gol in Serie A, l'ex Catanzaro ha rivelato di aver osservato gli allenamenti dei suoi compagni con il nuovo allenatore. "Quando la squadra si è radunata per la prima volta all'inizio della stagione e ha iniziato gli allenamenti, io dovevo stare fuori per l'infortunio. Così, ogni giorno assistevo agli allenamenti stando nelle vicinanze. L'ho fatto per familiarizzarmi con le intenzioni tattiche, lo stile e le richieste del nuovo allenatore. Quel periodo di osservazione mi è stato molto utile. Quando finalmente mi sono ripreso e sono tornato in campo, tutto è diventato molto più facile e naturale".

L'I love Cisse di Amorim è diventato presto un We love Cisse. Tripletta a parte, ma è giusto che ora sia sulla cresta dell'onda, il mondo Milan inizia a pensare sul serio di avere in casa un talento di quelli importanti. La mentalità c'è, l'etica del lavoro pure. Tatticamente? C'è. Amorim lo manda in campo senza dubbi e lui ha dimostrato di non soffrire il ritmo del calcio dei "grandi". Ma quello che piace più di tutto è la sua semplicità e naturalezza nel cercare - e trovare! - la giocata. Gol contro il Torino? Stop e tiro. Gol contro la Juve? Stop strepitoso, dribbling e tiro. Contro il Salisburgo? Tre tiri di prima. Contro la Lazio ha sfiorato il gol del 2-3 dopo un'azione personale strepitosa. A Sassuolo ha comunque calciato in porta in una partita in cui il Milan era offensivamente sgonfio. Durante l'anno verrà messo continuamente alla prova, ma a questo punto non c'è dubbio che Cisse sia un calciatore estremamente diretto e con tanta sicurezza di sé. Sbaglierà sicuramente, ma questa è la base per coltivare talento e ad arrivare a livelli veramente alti.

Sarebbe sciocco ora inquadrarlo come punta, seconda punta, esterno o trequartista. Di certo l'allenatore lo schiererà nella posizione che ritiene più adatta e gli darà i compiti più adatti alle sue capacità. Ma sarà importantissimo lasciarlo libero di espirmersi, di gravitare vicino all'area avversaria e, come ha detto Capello, continuare a guardare quasi sempre in avanti, non indietro. Questa scintilla di incoscienza e di giovanile strafottenza non deve essere toccata.

Immagine news Primo Piano n.1

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