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**Gattuso** gioca per la vetta, **Spalletti** insegue. [**Juve-Lazio** al contrario](https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2026/10/18-151973090/dove_vedere_juve-lazio_dazn_o_sky_orario). Classifica, principi di gioco, condizione emotiva e ambientale. Tutto appare rovesciato come nessuno immaginava. Dentro c’è la sfida estrema tra i due ex ct dell’Italia, legati dall’eliminazione al Mondiale americano e da un inevitabile destino: il pregiudizio. Ecco cosa devono rimontare in ogni partita, trasformando il conseguente addio alla panchina azzurra in una molla per il rilancio professionale. Vanno a caccia di qualcosa di forte e inatteso, un’emozione superiore, l’unico modo per superare una delusione incancellabile.
Spalletti torna a vedere le sabbie mobili, e Sabatini lo rimette in carreggiata
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Lucio, brontolando, ha ripreso a vedere **ombre**, nemici e sabbie mobili. Ha bisogno di pressione per incidere e scudisciare il gruppo, altrimenti Kolo e Woltemade non avrebbero catturato l’attimo a **Vigo**. La polemica per autodifesa nel suo caso diventa linfa vitale. Non smetterà dopo la Juve, persino l’amico **Sabatini** gli ha telefonato da Roma per rimetterlo in carreggiata. Madama, è ovvio, può essere l’ultima opportunità di un certo livello. Quel momento di fragilità umana di Cagliari ieri era diventato il “kit di fine carriera”, uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti quando ingaggia duelli rusticani. Di sicuro Lucio considera interrotto il lavoro di Coverciano, dove **pensava di chiudere**. L’epilogo doloroso ha generato pensieri con cui ancora combatte alla Continassa. La Juve, incompiuta, lo fa soffrire. Mancano tre pilastri come Locatelli, Thuram e Yildiz, ma non li hai mai inseriti nel conto. Onore.
Gattuso come Rocky Marciano
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Rino, invece, sembra **Rocky Marciano**. Un grande incassatore. Ha sempre digerito critiche, diffidenza e pregiudizi in silenzio. È successo anche a Roma, dove solo due mesi fa gli stavano saltando tutti addosso, in larga parte per via di Lotito e del mercato, un po’ perché non ne distinguevano la rettitudine morale e il valore professionale, trascurando certi nomi (da Zaccagni a Taylor, passando per Provstgaard, Isaksen, Rovella, Tavares) in rosa. Non esattamente scappati di casa. Gattuso uguale. Sa allenare. Era andato via da Coverciano con **dignità**, dopo il ko in Bosnia ai rigori e in 10 per 80 minuti. Prese al volo la Lazio perché ci credeva, non poteva più aspettare e restare a guardare. Sono queste le sue sfide. Voleva alzare il baricentro e cambiare il gioco di Sarri: missione compiuta. Intensità, coraggio e personalità da vendere, come proverà a dimostrare allo Stadium, dove si presenterà per riprendere subito il primo posto lasciato per una notte all’Inter, una roba **impensabile** per i laziali.