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Juve-Lazio, le pagelle: affonda Alajbegovic, Isaksen da urlo

VICARIO 5,5: incolpevole, incassa le tre reti della Lazio sulle prime vere conclusioni nello specchio di porta degli uomini di Gattuso. Salvato dalla traversa sulla conclusione di fine primo tempo di Nuno Tavares sporcata da una deviazione.

KALULU 5,5: l'impegno non manca certo, ma è la qualità a difettare. Qualunque sia il sistema di gioco, non fa mancare il suo apporto in fase di spinta cercando di spedire dentro l'area qualche pallone utile. Ha il merito parziale di non farsi travolgere dal Nuno Tavares di inizio stagione.

BREMER 5: distratto, come Lucumi, nella circostanza del vantaggio della Lazio firmato da Provstgaard, che si inserisce tra lui e Lucumi. Impreciso anche in fase di costruzione, sembra aver smarrito da tempo la sicurezza e la leadership con cui guidava il reparto difensivo della Juve.

LUCUMI 5,5: lo si vede più spesso largo, per cercare di aiutare Celik a contenere uno scatenato Isaksen che non al centro per provare a far uscire il pallone in maniera più pulita dalla sua area. Compartecipa alla dimenticanza di Provstgaard nell'occasione dello 0-1 della Lazio, non riesce a riemergere nel corso del secondo tempo.

MCKENNIE 5: è il vero irrinunciabile di Spalletti, che continua a cambiargli ruolo nella convinzione di ricevere sempre e comunque un apporto importante in termini di quantità e qualità. Ma da un po' di tempo a questa parte lo statunitense sembra essersi smarrito, alla ricerca di una posizione che non trova realmente e senza lasciare tracce tangibile all'interno della gara.

SARR 5: perde un'infinità di palloni nel corso del primo tempo e non riesce a replicare la prestazione generosa ed energica di Vigo. Da un suo possesso perduto arriva la chance per Isaksen, che per fortuna dei bianconeri calcia largo. In difficoltà anche dal punto di vista tattico quando la Juve nella ripresa passa al 4-4-2, con Douglas Luiz che lo richiama a giocare più vicino e dargli maggiore protezione.

(dall'87' BOGA sv)

DOUGLAS LUIZ 5: andamento lento, lentissimo. Il brasiliano si conferma regista da squadra che comandi sistematicamente il gioco senza aver bisogno di produrre strappi improvvisi o di rincorrere avversari. Ma non può essere per ritmi e soluzioni di passaggio il “faro” della Juventus. L'assenza di Locatelli si sta facendo sentire più del previsto

(dal 68' CONCEICAO 5,5: combina poco, non riesce ad accendere la luce nel grigiore generale. Termina la partita con un infortunio alla spalla da valutare.

CELIK 5: assiste anche suo malgrado al partidazo di Isaksen sul suo lato di competenza. Poco aiutato da Alajbegovic nella prima frazione, non riesce a reagire nemmeno col passaggio al 4-4-2 di inizio secondo tempo. In fase offensiva spinge poco e quelle poche volte che prende il fondo non riesce a produrre molto.

(dal 74' CAMBIASO sv

NICO GONZALEZ 5: inizia da sottopunta nel 3-4-2-1 disegnato da Spalletti e Domenichini, finisce da esterno con l'ingresso in campo di Woltemade ed il cambio di modulo. Confusionario e poco ispirato, non va oltre ad un paio di conclusioni sballate da buona posizione prima della sostituzione.

(dal 68' ZHEGROVA 5,5: poco da segnalare)

ALAJBEGOVIC 4,5: appena 22 palloni toccati, nessuna occasione da rete prodotta ed un contributo in fase difensiva nullo. Fa arrabbiare tantissimo Celik in occasione della palla-goal capitata sulla testa di Isaksen sul risultato ancora sullo 0-0. Al momento, l'acquisto del talento bosniaco è uno dei principali rebus irrisolti per Spalletti.

(dal 46' WOLTEMADE 5: spreca da buona posizione un bel suggerimento di Kolo Muani dopo 10' dal suo ingresso, prova a restituire il favore quando la partita è già quasi compromessa. Ma la sua partita finisce qui. Tanta buona volontà, ma pochissima sostanza. Non è il centravanti che Spalletti voleva e di cui aveva bisogno: è già stato detto?).

KOLO MUANI 5: i compagni lo cercano e lo trovano poco, troppo poco, nonostante lui cerchi di proporsi spesso svariando su tutto il fronte offensivo. Ma Spalletti deve iniziare a prendere atto del fatto che un giocatore con le sue caratteristiche da unico centravanti è sprecato. Con l'ingresso di Woltemade, cambia lo spartito e al 55° per poco non offre al tedesco l'assist del pareggio. Spreca all'82° l'opportunità di riaprirla con un colpo di testa alto da buona posizione.

ALL. DOMENICHINI 4,5: sostituisce lo squalificato Spalletti ed assiste al tracollo di una Juventus senza anima e senza idee. Possesso palla a lungo sterile durante i 90 minuti, nessuna parata da parte del portiere avversario ed una fragilità tra centrocampo e difesa molto allarmanti. Intestardirsi sull'utilizzo di Kolo Muani come unico attaccante sta diventando un accanimento nei confronti del francese ma, a parziale discolpa, non è che con l'ingresso di Woltemade le cose siano migliorate. Questa squadra paga mancanze strutturali - anche in sede di campagna acquisti - ma pure la guida tecnica ci sta mettendo del suo.

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