La Juventus ha una serie di gravi problemi da risolvere che sono più cogenti delle “simpatie selettive” del tecnico
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A otto punti dalla vetta, alla seconda sconfitta in sette partite, malmenata dalla Lazio allo Stadium, superata in classifica anche dal Frosinone, la Juventus ha una serie di gravi problemi da risolvere che sono più cogenti delle “simpatie selettive” di Luciano Spalletti, allenatore che comincia ad accusare il nervo di una situazione delicata e non preventivabile. E che, soprattutto, sente l’eco degli spifferi su Antonio Conte insinuarsi tra i corridoi della Continassa: si rassegni, Lucio, se l’andazzo è questo sarà la colonna sonora del suo autunno caldo.
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I problemi, dicevamo: sono la consistenza della squadra (verrebbe da dire del progetto), l’efficacia del gioco, l’incapacità finalizzativa, la mediocrità delle alternative in panchina. E anche le scelte iniziali, non sempre indovinate dal profeta di Certaldo. Le molte assenze illustri, una su tutte quella di Yildiz, sono una evidenza grande e grossa ma non devono diventare un alibi. Del resto, nemmeno i più integralisti tra i tifosi bianconeri ormai credono a certe chiacchiere: ieri sera si sono sfogati fischiando e contestando. Antipatie selettive, le loro.
Come spesso è accaduto la scorsa stagione, come di recente è successo a Cagliari e a Vigo, la Juventus si è ritrovata sotto alla prima chance costruita e capitalizzata dagli avversari. La ripetitività della situazione non può essere sempre questione di sfiga, evidentemente c’è anche parecchio altro. Nello specifico della rete di Provtsgaard, si è trattato della distrazione di due insospettabili (Bremer e Lucumi), più in generale dell’incapacità di organizzare la manovra in maniera fluida, quindi di creare occasioni da gol e poi di sfruttarle.
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Kolo Muani continua a non essere un centravanti e senza una ‘spalla’ adeguata che gli regali spazi e libertà emergono ancora di più le sue carenze. Non a caso ha fatto meno peggio quando è entrato Woltemade, un altro che non sa cosa significhi la parola bomber. Ma il problema dei bianconeri non è stato solo lo strapagato francese, perché si può continuare a lungo con gli errori e le omissioni: ad esempio il pessimo Sarr, lo scolastico Douglas Luiz dominatore incontrastato dei passaggi in orizzontale, e l’acerbissimo Alajbegovic sono state le evidenze negative del primo tempo. Con l’aggiunta dell’inconcludente Nico Gonzalez, sia schierato sotto punta o esterno. Si potrebbe continuare con gli imbarazzi della ripresa, perché da tre schiaffoni presi in casa non si salva nessuno. Nemmeno la pia illusione che di qui a poco la Juventus possa tornare a essere Juventus.
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