L'analisi in tv del tracollo bianconero contro la Lazio: "Da Motta a Tudor e oltre, dieci anni senza un regista..."
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La Juventus sotto giudizio. Dopo la pesantissima sconfitta dei bianconeri contro la Lazio, a Pressing si analizza ogni aspetto che riguarda la squadra. In campo, con una prestazione evidentemente irriconoscibile, ma anche fuori dal terreno di gioco (leggasi parole di Bremer nel post gara), senza dimenticare un tastom inevitabile da toccare: sarà ancora Luciano Spalletti l'allenatore della Juve o servirà cambiare ancora una volta a stagione in corso? E a tanti viene il nome, come papabile sostituto, di un certo... Antonio Conte.
Tacchinardi duro: "Juve imbarazzante"
Ad esordire è l'ex bianconero Alessio Tacchinardi: “Una Juve imbarazzante contro la Lazio, penso che sia mentalmente che fisicamente sia scarica, e molti di quelli che hanno giocato han riposato giovedì in Europa League. Ma andiamo al nocciolo, è un anno dalla cura Spalletti: non vedo identità, non vedo squadra migliorata. Ecco perché non so se la società farà bene o meno a fare valutazioni: penso sia stata la Juve più brutta dell’anno di Spalletti. Si parla delle parole post gara di Bremer o Spalletti, ma andiamo sull’identità, sul lavoro di un anno. La passata stagione si era visto qualcosa di interessante pur non andando in Champions. Spalletti ha tanto credito perché ha dimostrato di essere un grande allenatore, anche con delle intuizioni, ma c’è la sensazione che non riesce a mettere mano, a trovare qualcosa. Questa squadra fa anche bene per 70 metri, ma poi è poco performante negli ultimi 20, fa poco male. Non riesce a trovare una chiave”.
La parola passa a Massimo Zampini: “Alessio è partito giustamente da Spalletti: uno 0-3 senza attenuanti, la squadra non migliora anzi peggiora, e quindi è giusto ad un certo punto fare riflessioni sul tecnico, anche se io detesto l’idea di cambiare allenatore a ottobre, mi fa rabbrividire, ma capisco… Parlino tra di loro e comprendano se c’è una soluzione. Vedo una squadra senz’anima, senza identità. Riconosco la maglia, il resto non ha niente di Juventus: io mi approccio a queste partite senza sapere cosa aspettarmi, ed è per questo che dopo gare tipo questa non sono così deluso. Non vedo cuore e carattere, vedo paura: non è la Juve che conosco io”.