La squadra bianconera deve reagire subito al pesante ko casalingo di campionato contro la Lazio: le probabili scelte di Spalletti
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TORINO - Una compressa a settimana, da qui fino a maggio. Possibilmente. Recita più o meno così il foglietto illustrativo dell’Europa League. Una sorta di Tachipirina per Kolo e compagni, ancora intontiti dalla febbre a quaranta contratta all’Allianz con la Lazio. E quale rimedio migliore del poter scendere subito in campo ad anestetizzare i patemi esistenziali di un avvio di stagione contorto e al di sotto delle aspettative? Per giunta in un torneo che, sulla carta, ti permette di preservare una parvenza di competitività anche a fronte di turnover massicci o di esperimenti tattici. A patto che non lo si “snobbi”, giocando con furore, voglia, cuore e intensità. Tutti elementi accantonati domenica sera contro la formazione di Gattuso. La Juve, del resto, ha il dovere morale e tecnico di provare ad arrivare fino in fondo in Europa League. Specie in virtù della tonnara per il quarto posto. Precludersi un ingresso in Champions dalla porta di servizio sarebbe da folli...
Juventus-Rennes: il momento dei bianconeri e il valore degli avversari
Stavolta toccherà al Rennes di Haize fare da “sparring partner” ai bianconeri, sulla falsariga di quanto accaduto già con Nec e Celta Vigo. Anche perché sta diventando una costante vedere la Juve di Spalletti rispondere alle brutte prove in campionato (vedi Sassuolo e Cagliari) con successi variopinti in Europa.
[Delusione Juve e gioia Lazio: tris biancoceleste e lo Stadium fischia
Delusione Juve e gioia Lazio: tris biancoceleste e lo Stadium fischia](https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2026/10/18-151989732/delusione_juve_e_gioia_lazio_tris_biancoceleste_e_lo_stadium_fischia)
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E no, non ce ne voglia il Rennes, perché per quanto positivo possa essere il suo avvio stagionale (5 successi, 2 pareggi e 2 sconfitte fra tutte le competizioni), non vanta un patrimonio tecnico paragonabile a quello dei bianconeri. E questo al netto della sfilza copiosa di infortuni a cui è andata in contro la Juve e di un’identità tattica che, all’alba del 20 ottobre, stenta ancora a palesarsi.