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Juve, nessun vertice in programma: il punto sul futuro e quella promessa tra Elkann e Spalletti

La proprietà sta ragionando sugli ultimi risultati e su quali decisioni prendere con l'allenatore di Certaldo in vista della stagione in corso e di quello che verrà

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Per capire cosa stia succedendo in casa Juventus, basterebbe soffermarsi su ciò che non è accaduto nelle ore e nei giorni successivi al tracollo dell’Allianz con la Lazio di Gattuso. Nessun blitz, nessun vertice d’emergenza o tavolo tecnico imbastito per programmare il prossimo futuro. La linea della proprietà, del resto, non è cambiata di una virgola: fiducia totalmente immutata al progetto tecnico di Luciano Spalletti. È questa, senza troppi giri di parole, la linea che la proprietà ha rivendicato con forza e a più di 7000 chilometri di distanza. Precisamente, a Detroit, dove si trovava ieri l’ad di Exor, Jhon Elkann, per curare dossier lavorativi extra-calcistici di ben altra portata.

L’istantanea che lo ritrae in panchina al fianco di Spalletti - pochi istanti prima del match casalingo con la Nex Gen andato in scena lo scorso 17 agosto - è ancora lì, sugli scaffali di casa, a rivendicare una promessa reciproca. Quella di riportare la Juventus, fianco a fianco, ad essere Juventus. Guai, dunque, a illudersi che questi primi tonfi stagionali possano aver suggellato mal di pancia cronici. Semmai, hanno contribuito ad evidenziare ciò che si temeva già ai nastri di partenza. E cioè che a questa squadra, al di là dei limiti prettamente tecnici - specialmente nel reparto di centrocampo che avrebbe disperato bisogno di un play d’esperienza internazionale - manchino leader temperamentali con la “L” maiuscola.

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