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Italian Football Federation 'Panchina D'Oro' AwardsGetty Images
Ultimi aggiornamenti: 22 ott 2026, 12:21
I consigli, diretti e senza filtri come un tackle dei suoi, sul presente e futuro dell'Italia e della Juventus.
Andrea Barzagli, ex difensore di Juventus e Nazionale e oggi vice di Silvio Baldini come ct dell'Italia Under 21, si è concesso in una bella intervista al podcast "Colpi da Maestro" su YouTube.
Inevitabile la discussione sulla rinascita del calcio italiano e su i giovani talenti che sta osservando in Under 21, ma anche un affondo, diretto ma propositivo, sugli errori che la Juventus ha fatto e sta facendo nella programmazione del proprio futuro.
IL LAVORO SUI DIFENSORI È NOIOSISSIMO
**"**Il calcio si è trasformato, anche il ruolo del difensore sta cambiando: gli viene richiesto di più in costruzione, in un gioco molto più rapido. Una base del difensore come prima non esiste più. Si lavorava più nello specifico, su cose noiosissime, che ti fanno perdere tempo e fatica mentale".
I TALENTI ITALIANI? MANCA QUELLO "GENERAZIONALE"
"****Ci manca il grande talento, quello generazionale.****Però abbiamo giocatori bravi e un gruppo di bravi ragazzi, che lottano e provano a fare il salto, impegnandosi tantissimo. Hanno anche grandi qualità, siamo nel processo del primo anno.
All'estero danno per scontato che a 18-20 anni giochi già in prima squadra, noi siamo un po' più lenti ma è sempre stato così. Ci vuole coraggio, attendendo che crescano anche sbagliando. Un nuovo Barzagli? No, ognuno è diverso"
ALLEGRI, CONTE E SARRI
"L'incontro a Pistoia con Allegri? Eravamo in una fase dove io stavo iniziando e lui finendo. Non ho mai chiesto a Bepi Pillon se fosse vero!
Conte, Allegri e Sarri sono completamente diversi. Tre appassionati di calcio e lavoratori incredibili, grandissima mentalità, quella vincente. Con una visione e una gestione differente, sia col gruppo che a livello di informazione e comunicazione, interna con i dirigenti e anche esterna.
Ora è fondamentale tenere d'occhio tutti e tutto: quello che dici viene letto e sentito in primis dai calciatori, che vanno sempre a leggersi le interviste. Bene o male, lo fanno tutti. E poi lanci cose alla dirigenza, ai tifosi e soprattutto alla stampa.Approcci e personalità diverse ma tre allenatori importanti"
PALERMO
"A Palermo ho fatto quattro anni di esperienza bellissima, che mi ha fatto molto maturare. Sono arrivato che avevo una mentalità da ragazzo, da ragazzino. Non nego che mi sono anche divertito, per come vedo adesso mi sembra di notare maggior professionalità dei ragazzi di oggi rispetto ai miei tempi.
Ho vissuto a Mondello, calcisticamente sono stati anni intensi. Soprattutto i primi: di stadi ne ho fatti, come confusione di decibel penso che il Barbera sia uno di quelli più incredibili. Mi sono assunto la responsabilità di voler diventare capitano a 27 anni, non ero pronto e devo dire che sono finito anche in crisi, ma tutto ha fatto esperienza"
ALLA JUVE GRAZIE A PARATICI
"L'anno dopo la Bundes vinta con il Wolfsburg non è stato semplice, sono stato messo anche fuori rosa. Poi è arrivata questa botta di fortuna, io la chiamo così: ****alla Juventus è arrivato Paratici, che veniva a vedermi a Wolfsburg. Quando mi hanno parlato dei bianconeri son voluto andare subito.****Sapevo che sarebbe stata la mia ultima occasione. Mi aspettavo una grande dopo il Mondiale 2006 e forse quello mi ha infastidito. A 29 anni mi son ritrovato l'opportunità di andare in una grande squadra e ci sono andato da uomo maturo e professionista".
BBC E VOGLIA DI MIGLIORARSI
"Lì si è creato qualcosa, forse anche per una mentalità comune a tutti. ****Compreso Gigi Buffon dietro, che se non lo citi si arrabbia.****Abbiamo trovato un'intesa incredibile sul campo, senza mai dirci niente l'uno con l'altro: solo uno sguardo.
Ogni anno ripartivamo con l'obiettivo di fare qualcosa di più, spingendoci a vicenda e quella probabilmente è stata la vera fortuna della Juventus. La mentalità era quella di raggiungere l'obiettivo, la voglia era di prendere il posto all'altro e alzare ancora di più il livello. Certe volte gli stranieri arrivano e sono un pelo più distanti, invece per quella Juventus sono stati davvero importanti.
TROPPI CAMBIAMENTI, ALLA JUVE SERVE UNA BASE SOLIDA
"Da anni la Juve affronta cambiamenti non facili, siamo alla terza dirigenza. La cosa buona sarebbe ottenere un risultato importante con un gruppo che c'è magari da qualche anno e riesce a mettere una base.
****In questi anni, nessuno è riuscito a metterla per ripartire e creare la Juve di una volta.****Non per forza la mia, eh, ma ci sono state Juventus con le fondamenta forti, che si tirano su e da lì costruiscono. Io vedo che ogni anno cercano di fare qualcosa e non ci stanno riuscendo"
"Che vino abbinare ai calciatori? Yildiz? Uno champagne, bello fresco e frizzante, che può invecchiare. Pio Esposito è un ragazzo che mi ha colpito tantissimo per come ragiona, non sembra uno di vent'anni. È già molto maturo, come vino metto un bel Barolo italiano. O anche un Brunello di Montalcino, due grandi vini. Mbappè fortissimo e francese, un Borgogna, una grande eccellenza. Per Cristiano Ronaldosarebbe facile dire un Porto del 1950, no? Si va ai massimi livelli, Bordeaux. Chiellini? Giorgione visto che è di Livorno, lo metto come un bel Bolgheri. Conosciuto nel mondo e della sua zona"