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Simeone leader Toro: "Tifosi, sentiamo l’energia"

© Marco Canoniero

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La sua sensibilità e la sensibilità dei tifosi: un sentimento moltiplicato al quadrato. Si dimostra sempre più connesso al mondo granata, il Cholito. Intimamente collegato, non solo professionalmente o per le leggi del buon senso e dell’opportunità, oltreché per ragioni di contratto. L’umanità si percepisce a pelle, istintivamente, quando senti parlare Giovanni Simeone “dell’energia e dell’affetto che i tifosi del Toro trasmettono alla squadra”. È di nuovo capitato in queste ore nell’arco di una lunga intervista messa in Rete dal club granata sui propri social, con tanto di confessioni su argomenti anche molto diversi e distanti tra loro concesse a casa sua, parlando di calcio, della sua famiglia, di meditazione o delle carte da collezionismo, dei suoi tormenti e delle sue gioie. La testimonianza, costruita dopo la vittoria sull’Udinese e poi tenuta dal club in un ideale cassetto, vale doppio, oggi, dopo i 2 gol segnati dal Cholito a Parma. Reti di un successo collettivo e individuale, tanto più perché era da 65 giorni che l’attaccante argentino non andava a segno (si era fermato alla gara di Coppa Italia contro la Carrarese, a Ferragosto: l’ultimo suo timbro, prima della doppietta di splendida fattura intessuta al Tardini). E le sue parole sulla presenza superiore alla media dei tifosi sugli spalti del Grande Torino anche nei giorni feriali non risultano solo come un tributo a posteriori, ripensando al tifo caldissimo che si era sviluppato durante la gara di due lunedì fa contro l'Udinese, ma si proiettano anche sull’appuntamento di domani sera contro il Monza. Con la prevendita che sta già andando meglio del previsto, sull’onda del successo di Parma. Simeone mostra gratitudine: nei giorni feriali “la gente deve lavorare e fa più fatica per l’orario. E allora è bello, molto bello vedere lo stesso lo stadio pieno. Noi giocatori lo apprezziamo tantissimo. Vedere che ci sono tanti tifosi sugli spalti già prima della gara, durante il riscaldamento, è una cosa che ti carica tanto: capisci che hai uno stadio che ti sta dietro, che ti sta vicino. E tutti noi in campo lo sentiamo. Percepiamo l’energia che si diffonde dentro allo stadio anche quando siamo in momenti di difficoltà. Vedi che comunque la gente tifa per sostenerti. Ed è un qualcosa che ti aiuta molto. Senti la spinta e l’energia dell’ambiente: è tantissimo per noi giocatori”.

A maggior ragione nei minuti finali, quando si tratta di dover portare a casa una vittoria nonostante il grande forcing degli avversari: “Anche grazie all’energia che ci trasmettono i tifosi noi lottiamo fino alla fine, anche se magari siamo tutti stanchi morti. E questo è l’atteggiamento giusto di una squadra che vuole fare qualcosa d’importante”. Era fine luglio quando Simeone, alla fine del ritiro di Pinzolo, già diceva, sui tifosi: “Nei mie pensieri c’è ancora la partita contro la Juve”, disputata a fine campionato, a maggio. “Quella sera mi sono emozionato a vedere di nuovo tutti quei tifosi nel nostro stadio” (eccezionalmente, si era interrotto lo sciopero del tifo di contestazione a Cairo, appunto perché si giocava il derby). “Quando ho visto tutti quei tifosi, ho pensato che avremmo anche potuto vincere. Quando negli anni scorsi venivo a Torino da avversario, ho sempre trovato difficile giocare contro il Toro proprio perché c’era uno stadio pieno che spingeva la squadra. E lo dicevo sempre anche ai miei compagni che non sarebbe stato facile battere il Torino. I tifosi granata hanno quel carattere speciale, quell’atteggiamento, quella generosità che fa in modo che il Toro diventi più grande, in campo. E tutto ciò aiuta tantissimo i giocatori”. Dopo le perle del Tardini, domani sera, contro il Monza, uno stadio di nuovo bollente accoglierà Simeone con un’ovazione moltiplicata al quadrato. Come la sua sensibilità e come la sensibilità dei tifosi.

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