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La scusa che nessuno accampa (ma pesa)

[Wolte e basta

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Juventus Tutte le notizie sulla squadra

Non è una cosa normale. Per quanto gli infortuni siano diventati un fattore sempre più strutturale nel calcio di oggi e nessuna squadra ne sia esente; la quantità e la qualità degli infortuni che hanno colpito la Juventus è decisamente più impattante nelle performance della squadra. Perdere, a inizio stagione e per un lunghissimo periodo, tre titolari importanti come Yildiz, Thuram e Locatelli è un handicap che ha limitato fin da subito le opzioni a disposizione di Spalletti.

Aggiungere, strada facendo, le assenze di Cambiaso, McKennie, Cabal, Boga e, adesso, anche Conceiçao e Nico Gonzalez tratteggia contorni paradossali alla situazione. Anche perché sembra un perfido esperimento quello di togliere, via via, i giocatori più importanti in una squadra che già non abbonda di campioni e giocatori risolutivi. In questo quadro, sconfortante per i tifosi della Juventus e per chi la allena, va sottolineata la serietà e la professionalità di Spalletti (e in generale del club) che non si lamenta più di tanto delle sfortunate circostanze e, soprattutto, non le cita come giustificazione dell’andamento zoppicante della squadra.

Juventus, la gravità delle assenze

Potrebbe farlo, perché la gravità tecnica delle assenze ha sicuramente inciso nei risultati e, con Yildiz, Locatelli e Thuram, la Juventus avrebbe senza dubbio qualche punto in più. C’è, però, una buona ragione per tutto ciò e Spalletti lo sa molto bene: il processo di crescita del gruppo di una grande squadra passa anche dalla cancellazione di qualsiasi alibi (infortuni, alibi, calendario) per evitare che i giocatori si adagino e sfuggano alle responsabilità, coperti da una qualsivoglia giustificazione. Inoltre chi sostituisce gli assenti deve sentirsi ugualmente determinante e, soprattutto, percepire il dovere di dimostrarlo. Anche perché, parafrasando l’ad Carnevali (che ha parlato di «panchina che scotta»), la Juventus e il suo allenatore vengono sempre e comunque giudicati con estrema severità. Pure Spalletti che, in questi primi due mesi, si deve arrabattare senza il più forte dei suoi e una manciata di giocatori che sarebbero molto utili nei momenti difficili.

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