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Douglas Luiz ci mette la faccia, il gesto non è passato inosservato alla Juve: Spalletti apprezza

Wolte e basta

Il centrocampista brasiliano, dopo l’errore col Rennes in Europa League, partirà titolare anche contro il Lecce: i bonus però sono già finiti

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TORINO - Quel vizietto, quantomeno, sembrava esserselo messo alle spalle. E cioè la propensione a inscenare in area interventi maldestri che la Juve si è trovata poi costretta a pagare con un penalty a sfavore. Il tuffo sgraziato di Douglas Luiz del match col Rennes sulla conclusione di Nagida, infatti, è tutto fuorché un unicum: dalla “parata” in Champions con il Lipsia al fallaccio - cinque giorni più tardi - su Piccoli nell’economia del match col Cagliari. Tre amnesie decisive, per 37 gettoni complessivi con la maglia della Juventus e un bel “zero” alla voce gol/assist. E no, non è ingeneroso aggrapparsi ai numeri. Non per un calciatore costato la bellezza di 51,5 milioni e che - al momento del suo approdo in bianconero nell’estate del 2024 - arrivava da una stagione strepitosa. Sul piano realizzativo (10 gol e 10 assist con l’Aston Villa) oltreché tecnico. Poi il nulla. Nel senso più letterale del termine, complice lo scarso impiego che Motta - prima - e Tudor - poi - gli hanno riservato.

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Spalletti e Douglas Luiz: la fiducia nel regista brasiliano

Spalletti, nel suo caso, ha scelto di cestinare qualsiasi preconcetto. Un po’ perché conscio che il club, per via dello scarso raggio d’azione finanziario, difficilmente sarebbe riuscito a consegnargli un play di livello superiore. Un po’ perché fermamente convinto che con le giuste direttive sarebbe riuscito a rispolvelarne le velleità. C’è un prima e un dopo, in questo senso: l’amichevole con lo Standard Liegi, a margine della quale Spalletti, senza mezzi termini, lo ha affrontato di petto. «Devi alzare il livello perché così non ci basta. Se ti fi di di me, tornerai il Douglas Luiz di Birmingham».

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Da lì i primi segnali, incoraggianti, a propiziare un’investitura evidente del tecnico bianconero che, da quel momento in poi, non l’ha più tolto dal campo. La convocazione di Ancelotti con la Seleçao (a distanza di due anni dall’ultima volta) altro non era che un potenziale “booster” per la sua redenzione. Sublimata, a fine sosta, dalle parole al miele che Spalletti ha voluto dedicargli quando qualcuno gli ha chiesto di Alessandro Romano, alla vigilia della trasferta di Cagliari: «Di solito i registi bravi sono quelli che non fanno diventare pazzi gli allenatori e io ho un regista molto bravo come Douglas Luiz che fa ogni singola mansione che io e i suoi compagni gli chiediamo».

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