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Kolo Muani, troppi errori e la Juve li paga a caro prezzo. Il messaggio di Spalletti

La sveglia di Randal Kolo Muani è suonata. Dieci partite rappresentano un campione sufficiente per un primo bilancio in maglia Juve. Certamente negativo, fino a questo momento. Inutile girarci intorno. E nulla c’entra la valutazione importantissima: i famosi 38 milioni di euro di parte fissa - a cui si aggiungono altri 12 milioni di bonus, alcuni facili da raggiungere, altri particolarmente complessi - non sono un metro di giudizio attendibile. Perché il mercato delle punte passato al setaccio da Carnevali, Massara e Ottolini non offriva molto di meglio a condizioni meno esose e anche Dusan Vlahovic, senza ombra di dubbio il preferito di Spalletti, ha scelto i soldi del Besiktas uniti alla prospettiva di rilanciarsi con Italiano.

Quindi, il tema economico è già stato accantonato e neppure Kolo Muani lo sta vivendo come un fardello, come gli era successo quando passo a peso d’oro dall’Eintracht Francoforte al Psg. Indubbiamente, però, il mondo Juve ricordava un giocatore e se n’è ritrovato un altro a distanza di un anno. Meno disilluso e più scottato dalle ferite che gli ha lasciato una carriera in cui ancora non ha spiccato il volo. Deluso dal Tottenham e da una Premier League che ha vissuto pensando a quando sarebbe tornato a Torino.

[Probabile formazione Juve contro il Lecce: come cambia Spalletti, la scelta su Kolo e Woltemade

Probabile formazione Juve contro il Lecce: come cambia Spalletti, la scelta su Kolo e Woltemade](https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2026/10/24-152108579/probabile_formazione_juve_contro_il_lecce_come_cambia_spalletti_la_scelta_su_kolo_e_woltemade)

Gli altri migliorano, Kolo no

Alla Juve gli stanno chiedendo tanto, ma non troppo. Anche perché ha un contesto oggettivamente favorevole per esprimersi: il solo Ekhator (finora mai visto) come unica alternativa di ruolo, un allenatore che lo stima e gli sta dando fiducia incondizionata e pure tanti compagni della vecchia guardia che vogliono bene a Randal, uno che per il gruppo lavora tantissimo. In settimana, ma anche in partita. L’equivoco del fatto che non sia una prima punta di ruolo, però, non regge più. Spalletti gradualmente gli ha avvicinato a rotazione Nico Gonzalez e Woltemade. Cosa ha ottenuto? Una crescita dell’argentino, ora però costretto a restare ai box per infortunio, e le prime risposte da parte del tedesco, che rischiava di diventare un oggetto misterioso dopo i primi spezzoni non convincenti da subentrato. I compagni migliorano, Kolo no. Non ancora.

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