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Vidal: “Juve, Conte è un colpo da 100 milioni. Anche se una volta lo feci arrabbiare…”

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FBL-EUR-C1-BAYERN MUNICH-JUVENTUS TURIN

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Lunga intervista ad Arturo Vidal. L’ex centrocampista della Juveha parlato a La Gazzetta dello Sport, si è raccontato e si è espresso sul momento dei bianconeri. Ecco le parole dell’attuale giocatore del Colo Colo.

“La Juventus è il club a cui resto più legato. Provo un affetto speciale per i tifosi e per i compagni, abbiamo vinto tanto. Sono stati anni meravigliosi, l'Italia sarà sempre nel mio cuore: i miei figli sono cresciuti lì».

“Llorenteha detto che alla Juventus servirebbe un Vidal per tornare a vincere? Le sue parole mi inorgogliscono. Alla Juventustornerò in futuro, da allenatore. Ma adesso ho ancora voglia di giocare, cambiando ruolo mi sono allungato la carriera: in difesa mi trovo a mio agio e recentemente mi hanno inserito tra i migliori centrali del Sudamerica».

****“Un club con la storia della Juve deve lottare sempre per vincere.****Se ora non vince da diversi anni, i meriti sono anche di Intere Napoli, molto cresciute. La Serie A resta un campionato difficile ma la Juve deve tornare a dominare in Italia. Deve fare le cose in modo ordinato: scegliere bene l'allenatore e il tipo di calcio. Ma la cosa più importante saranno sempre i giocatori. Alla Juventus serve gente di livello e personalità, affamata e vincente. Altrimenti è dura trionfare”.

“Conte è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico: non mi stupisce che i tifosi sognino il suo ritorno. È impressionanteper come studia la partita, gli avversari e ti trasferisce quello che dovrai fare in campo. È un vincente, trasmette la sua mentalità a tutti. Sono convinto che Antonio saprebbe restituire alla Juve lo spirito e l'ambizione di voler vincere tutto. ****Lui pesa come un grande giocatore, come un colpo da cento milioni.****Lo ha dimostrato ovunque: quando ti guida Antonio, hai la garanzia che lotterai fino alla fine per il campionato. E quasi sempre trionfi. Però nessuno vince da solo, neppure lui: va circondato di giocatori forti e con mentalità. Noi avevamo il centrocampo migliore del mondo: Pirlo, Marchisio, Pogba, io... E una squadra spettacolare: è mancata solo la Champions”.

“Una volta lo feci arrabbiare a Miami, durante una tournée estiva. Ci faceva allenare come pazzi. Gli ultimi due giorni dice: ‘Vi concedo una serata libera, ma domani allenamento alle 8 del mattino e si corre, poi torniamo in Italia’.Avevamo il permesso di rientrare in hotel entro le 2della notte e l'appuntamento per la partenza del pullman era alle 8 di mattina. ****Io mi sono presentato direttamente alle 8 e dieci con gli occhiali da sole, Conte era nero in viso per il mio ritardo e ci ha fatto sudare di brutto.****Mi sono messo in testa al gruppo, ancora adesso non so come: non avevo dormito, nelle curve un po' soffrivo”.

“Per me lui è tra i tre migliori con Guardiola e Ancelotti. Pep ha una visione del calcio incredibile, Ancelotti è straordinario nella gestione dei gruppi e dei giocatori. Conte è il migliore tatticamente e fa sì che tutti siano pronti a lasciare la vita per lui in campo. Trasmette un'energia, una fiducia e una voglia di vincere incredibili. Inzaghi? Grande allenatore, ma Conte è di un altro livello: è un vincente nato. Non a caso Inzaghi all'Inter è ripartito dal 3-5-2 di Antonio. Tra i due scelgo Conte, senza alcun dubbio. Dopo l'addio di Conte ho avuto meno spazio di quel che avrei voluto, però non sono pentito di essere stato all'Inter: ho vinto anche li".

“Più che da Spalletti, mi aspetto di più dalla Juve. Il sesto posto della passata stagione è un fallimento, a prescindere dall'allenatore. McKenniemi assomiglia? Può essere, lo dicono in tanti. Ma penso che sia dura paragonarmi a qualcuno, io ho caratteristiche particolari: quando giocavo a centrocampo mi piaceva recuperare, segnare, correre, arrivare in area e aiutare la squadra in tutti i settori del campo".

“Sulla mia vita fuori dal campo si sono dette sempre molte cose, però a 39 anni gioco ancora, ho vinto 27 trofei e prima di smettere vorrei arrivare a 30. Ovunque hanno sempre parlato male di me, ma alla fine l'importante è ciò che si dimostra quando giochi. Io mi sono allenato tutta la vita a con un livello incredibile e fin da bambino ho una mentalità vincente. Non mi sono mai nascosto, non ho rimpianti”.

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