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Filippo Partenzi26 ott 2026, 15:38
Ultimi aggiornamenti: 26 ott 2026, 15:38
Il terzino, dopo un buon avvio di stagione sotto la gestione di Grosso, è scivolato indietro nelle gerarchie di Vanoli
Un anno dopo, la stessa vita. Da comprimario, ben lontano dall’essere un elemento centrale nei piani del proprio allenatore. Joao Mario, in questi 12 mesi, ha cambiato maglia passando dalla Juventus alla Fiorentina (in mezzo un prestito in chiaroscuro al Bologna) ma non il proprio destino. Anche a Firenze infatti, esattamente come già avvenuto a Torino, il 26enne portoghese dopo un discreto avvio di stagione è rapidamente scivolato indietro nelle gerarchie complice il cambio di allenatore in panchina.
* Joao Mario, prelevato dalla Juve ad inizio agosto in prestito oneroso (1.8 milioni) e diritto di riscatto fissato a 9.5 milioni, sotto la gestione di Fabio Grosso ha collezionato due presenze da titolare (Roma al debutto e Torino) e altrettante da subentrato, con il Frosinone e il Benevento (in Coppa Italia). Proprio contro i giallorossi, il 14 agosto, il terzino destro era riuscito a brillare piazzando un assist per la rete di Moise Kean e candidatosi per un ruolo di primo piano nella formazione toscana. Propositi andati presto delusi visto che, in seguito all’esonero di Grosso ed il conseguente arrivo in città di Vanoli, il lusitano ha perso centralità nel progetto della Fiorentina venendo superato in maniera definitiva da Alex Jimenez.
* Joao Mario contro il Venezia, il Napoli, il Genoa ed il Como è rimasto in panchina senza avere l’opportunità di entrare nel rettangolo di gioco. Ieri, a San Siro, è invece entrato all’81esimo nel ruolo di esterno sinistro restando coinvolto, suo malgrado, nell’azione che ha portato alla rete del pareggio di Marcus Thuram (mancata lettura dell’inserimento di Andy Diouf). Una serie di esclusioni consecutive dalla formazione titolare che certificano, da una parte, la crescita di Jimenez e, dall’altro, il nuovo status di riserva di Joao Mario non ritenuto una prima scelta da Vanoli, intenzionato in queste settimane a rafforzare le retroguardia viola, attualmente la più perforata dell’intera Serie A (19 goal incassati in 8 gare).
* E dire che il terzino aveva scelto la Fiorentina proprio per mettersi alle spalle le amarezze vissute alla Juve. Acquistato a luglio 2025 nell’ambito dell’affare che ha portato Alberto Costa al Porto, Joao Mario con Igor Tudor era riuscito inizialmente a ritagliarsi il proprio spazio giocando sempre nelle prime cinque partite di campionato. Ad ottobre poi, in seguito al licenziamento del croato e all’avvento di Luciano Spalletti, ha cominciato ad essere utilizzato di meno al punto da accettare, a gennaio, il trasferimento al Bologna. In maglia rossoblù ha avuto più spazio rendendosi protagonista di alcune buone prestazioni che, però, non si sono rivelate sufficienti per spingere il club felsineo ad acquistarlo a titolo definitivo.
* Da qui, come detto, la scelta di sposare il nuovo progetto della Fiorentina ritenuto più congeniale alle sue doti prettamente offensive. Qualche settimana dopo il matrimonio celebrato in estate, il mondo di Joao Mario si è capovolto ed ora il futuro è un rebus. Gennaio, intanto, si sta avvicinando sempre di più.