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Rennes e Lecce, tutta la Juve con Spalletti: dal campo il segnale più atteso

La dirigenza lo ha difeso, la squadra ha reagito e adesso le voci sono confortanti: "Contenti dell'allenatore"

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LECCE - Tutti con Lucio. Lo ha raccontato la Juve sul campo nelle ultime due partite, si sono aggiunte le testimonianze dei bianconeri durante la notte di Lecce. "Sono contento per Spalletti e per il gruppo" ha raccontato Douglas Luiz. Il patto stabilito all’inizio della settimana, subito dopo il crollo con la Lazio, è stato consolidato tra venerdì e sabato, come ha svelato McKennie. "Ci siamo parlati dopo il pareggio con il Rennes, dovevamo curare meglio i dettagli per vincere le partite". Un dato di pura cronaca. Dialogo aperto, Spalletti e la squadra stanno parlando moltissimo, si confrontano e scambiano opinioni. È stata avviata una nuova comunicazione interna. Non è tanto per pensare che la stagione e certe problematiche siano risolte in maniera definitiva. Non è poco, considerando il quadro catastrofico di pochi giorni fa e le ombre agitate intorno al tecnico di Certaldo dagli amici degli amici, quelli che si auguravano un ribaltone alla Continassa a meno di un anno dall’arrivo dell’ex ct dell’Italia al posto di Tudor.

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Spalletti non era in discussione

Lucio, è bene ribadirlo, era fuori discussione. L’ad Carnevali e il direttore tecnico Massara non pensavano minimamente al cambio di allenatore. Stessa linea di condotta espressa dalla proprietà. Da Detroit si era aggiunta la fiducia rinnovata di John Elkann. La Juve ha bisogno di stabilità, di lavoro e di programmazione. Tornerà grande tra un anno o due, continuando a costruire. Serviva un’altra spinta, come succede nel calcio, sotto forma di risultati e di prestazione, perché anche le certezze più granitiche e incrollabili possono vacillare se dal campo non arrivano certi segnali. La squadra bianconera si è rimessa in linea e ha reagito alle difficoltà, dimostrando di seguire l’allenatore. Spalletti non è stato mollato, tiene in pugno lo spogliatoio, sta cercando le soluzioni per uscirne e rimettere in carreggiata una stagione in larga parte compromessa dagli infortuni.

La mentalità della Juve di Spalletti

Ecco il punto. Un pareggio in rimonta con il Rennes, figlio del cuore e di tanta buona volontà, e il successo al Via del Mare non bastano. Si tratta, però, di una base per la possibile ripartenza. Spalletti e i bianconeri lo sanno benissimo. Dovranno continuare a pedalare a testa bassa, senza guardare la classifica, cercando di tirare fuori il massimo da ogni partita per restare aggrappati, o non troppo lontani, dai primi cinque o sei posti della classifica in attesa del recupero di Yildiz, Thuram e Locatelli (tra dicembre e fine gennaio) o delle possibili correzioni attraverso il mercato invernale. Già domani a Marassi, con il Genoa del suo allievo De Rossi, Lucio chiede conferme e un altro passo in avanti. Il secondo tempo di Lecce non gli è piaciuto e non lo ha lasciato dormire con serenità. Ha gli uomini contati e in Liguria pochissime possibilità di ruotare la formazione titolare a meno che non contempli ulteriori variazioni tattiche. Lucio, ragionando con lo spogliatoio, per scongiurare la crisi ha ritoccato l’assetto, ripristinando la difesa a tre e aumentando la copertura con tre centrocampisti. Non era il vestito scelto per lanciare un nuovo ciclo, ma ora servono equilibrio e solidità per non mandarlo a monte. Una Juve operaia, umile, pronta al combattimento. I risultati, come raccomanda la casa madre, prima di tutto.

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