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“Dybala il più forte, Vidal lasciava tutto. Allegri? Sei mesi…”: Douglas Costa e la Juve dei fenomeni

Allegri: "Rinuncio al ricorso altrimenti..."

Allegri: "Rinuncio al ricorso altrimenti..."

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Dagli inizi in Brasile fino all'esperienza alla Juventus: in una lunghissima intervista sul canale Youtube 'Centrocampo', l'ex Juventus Douglas Costa si è raccontato senza filtri: *"Sono nato nel sud del Brasile e il mio primo allenatore, a nove anni, è stato mio papà. Mi ha sempre raccontato la sua vita dentro al mondo del calcio anche se non è mai riuscito a diventare calciatore professionista. Lui era appassionato di calcio e ha trasmesso questo anche a me, tifiamo entrambi il Gremio e sono partito proprio da lì nel settore giovanile. È sempre stato uno dei miei primi sogni poter giocare per la squadra di cui ho sempre fatto il tifo, poi l'altro era quello di giocare per la nazionale. Da piccolo giocare in Europa non era un sogno perché la vedevo troppo distante da dove sono nato, ma poi andando avanti ho capito che iniziavo a crescere e volevo anche sfidare me stesso".*

Gli esordi in Brasile e il trasferimento allo Shakthar

"Ho fatto l'esordio nel Gremio a 17 anni - ha continuato - e già li pensavo all'Europa per poter fare una carriera più importante. Sono andato in Ucraina perché c'erano tanti brasiliani, allo Shakthar, eravamo uno squadrone. Da quel momento è stato bellissimo perché ho capito come funzionava davvero l'Europa, giocare la Champions e contro le squadre più forti del Mondo: Manchester United, Juventus, Bayern Monaco, Borussia Dortmund... Da lì ho capito che potevo anche indossare quelle maglie importante, diciamo che un po' te la senti. In tutti i passi che ho fatto nella mia carriera ho cercato di mantenere la mia umiltà. Allo Shakhtar ho sempre pensato di arrivare e di dovermi guadagnare il posto da titolare, perché se non giochi lì non puoi pensare di andare altrove. Il primo anno è andato bene, ma quando hai 19 anni è un'altalena perché a volte fai bene e altre magari no, è la vita di un giovane. Subito non giocavo spesso poi dal mio secondo, terzo anno ho capito che potevo fare anche un passo più importante".

L'importanza di Lucescu

Un allenatore molto importante nella crescita di Douglas Costa è stato Lucescu: "Lui ha cambiato tutta la mia vita. Sono arrivato dal Brasile giocando in un modo, più aperto e tecnico, invece poi arrivato qui ho dovuto stravolgerlo. C'è da imparare velocemente e lui mi ha dato una grande mano. Cambio mentalità? Io sono sempre stato uno abbastanza sveglio e quindi osservavo tanto anche i miei compagni come giocavano per fare le stesse cose. Ho imparato dagli altri. Arrivato allo Shakthar io giocavo spesso a sinistra, ma Lucescu poi mi ha impiegato anche in altre posizioni, esterno a destra o trequartisa. Quando sono andato Bayern Monaco con Guardiola sapevo già come funzionava in base da dove pensava di utilizzarmi. La mia scuola vera di calcio è stato in Ucraina. Poi con Pep è un altro conto e mi ha fatto credere di più in me stesso, che ero forte e potevo fare qualsiasi cosa in campo".

Il salto al Bayern Monaco e il rapporto con Guardiola

E a proposito di Guardiola, l'attaccante brasiliano ha poi parlato del suo arrivo al Bayern Monaco: "Abbiamo perso contro di loro negli ottavi di finale di Champions. Dopo la partita ero triste per la sconfitta e mi si è avvicinato Rafinha chiedendomi il numero perché la società del Bayern voleva parlare con me. Gli ho lasciato il telefono e dopo un po' mi è arrivata la chiamata di Guardiola. Avevo delle altre offerte come al Monaco, Chelsea... stavo riflettendo in base al mio ruolo. Lui mi chiama e mi dice di andare al Bayern e 'ti faccio imparare a giocare a calcio vero'. La mia risposta è stata una domanda: 'Discorso bellissimo, ma se vengo lì dove giocherò?' perché c'erano Ribery e Robben in quel momento. Poi mi ha rassicurato dicendomi che se avessi fatto quel che lui chiedeva avrei giocato e dopo sono andato lì giocando sempre da titolare. Una delle migliori stagioni della mia carriera. Nel Bayern non potevo sbagliare, ho fatto bene".

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