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Juve Next Gen, presunti insulti razzisti dopo il Trento: interviene la Procura, cosa rischia il club

Il giudice sportivo chiede accertamenti su un possibile episodio di discriminazione ai danni di un bianconero: indaga la procura Figc

Marco Amato

Marco Amato

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TORINO - La partita tra Trento e Juventus Next Gen di domenica 25 ottobre , vinta per 2 a 1 dalla squadra di casa, potrebbe avere un seguito davanti alla giustizia sportiva. Il Giudice Sportivo, dopo una segnalazione della Procura Federale, ha chiesto nuovi accertamenti su un presunto episodio di discriminazione razziale ai danni di un tesserato bianconero, avvenuto al termine della gara allo stadio Briamasco.

L'accaduto

Sul campo, la Juventus era passata in vantaggio con Leone, prima della rimonta firmata da Molina su rigore e Ladisa. Secondo la segnalazione, alcune frasi di contenuto razzista sarebbero state pronunciate da sostenitori del Trento collocati nella Tribuna Nord. La circostanza, però, non è ancora accertata: il dispositivo parla espressamente di un «asserito comportamento» e il Giudice Sportivo non ha disposto alcuna sanzione, riservandosi di decidere dopo gli approfondimenti. La Procura dovrà innanzitutto ascoltare i componenti della squadra arbitrale per verificare se abbiano percepito la frase rivolta al tesserato della Juventus Next Gen. Dovrà inoltre individuare l’effettivo settore di provenienza dei sostenitori eventualmente coinvolti, quantificare il numero dei tifosi presenti in quell’area e stabilire quale percentuale avrebbe pronunciato le espressioni contestate.

L'articolo 28

Il Giudice Sportivo invita a svolgere tutte le verifiche utili «nel più breve tempo possibile». La richiesta relativa al numero dei tifosi non è casuale. L’articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva disciplina i comportamenti discriminatori e, per le manifestazioni provenienti dagli spalti, attribuisce rilievo anche alla dimensione del fenomeno e alla sua effettiva percezione. L’esito delle verifiche sarà dunque decisivo per valutare l’eventuale responsabilità del club e l’applicabilità di provvedimenti disciplinari, tra cui la chiusura di uno o più settori. Al momento, però, nessuna misura è stata adottata**. Il comunicato non indica l’identità del tesserato bianconero destinatario delle presunte frasi, né ne riporta il contenuto.** Restano quindi da chiarire sia la dinamica dell’episodio sia i soggetti effettivamente coinvolti. La Procura potrà raccogliere ulteriori elementi prima di trasmettere le risultanze necessarie alla decisione. Il caso, dunque, rimane aperto, in attesa dei risultati delle indagini supplementari.

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