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Juve, il prestito diventa un caso: ribaltone Fiorentina, ora si rischia il ritorno a gennaio

Joao Mario sulla Juve: "Mi ha fatto conoscere il calcio italiano, ora voglio crescere"

Joao Mario sulla Juve: "Mi ha fatto conoscere il calcio italiano, ora voglio crescere"

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TORINO - Ha pazientato per tutta l’estate, dribblando i sondaggi, perlopiù esplorativi, di qualsiasi realtà che non avesse il giglio nello stemma. Persino quelli del Bologna, dove aveva appena concluso, tutto sommato, sei mesi più che dignitosi. E no, non centra la riconoscenza - la Fiorentina è stato il primo club a farsi avanti con il suo entourage -, ma il fatto che Joao Mario vedesse nella Viola il progetto tecnico ideale per la sua agognata redenzione. I presupposti, se non altro, c’erano tutti. Dalle incognite sul rodaggio di Alex Jimenez - il suo futuro alter ego - al fatto che la Fiorentina fosse quantomai decisa a liberarsi di Dodo. E ci sarebbe riuscita, infatti, se solo il brasiliano non avesse fatto saltare in extremis l’affare con l’Olympiacos.

Possibili scenari

Alla fine, Dodo è rimasto e una volta recuperata la miglior condizione ci ha messo poco a rientrare nelle grazie di Vanoli. O meglio, a guadagnarsi lo scettro che, sulla carta, sarebbe spettato proprio a Joao Mario: quello di prima alternativa sulla corsia di destra. Al punto che il club, negli scorsi giorni, avrebbe deciso di riallacciare i rapporti con il suo entourage in ottica rinnovo. Ipotesi impensabile fino a qualche mese fa. Nulla di deciso, s’intende. Ma le parti confidano di riuscire a trovare un accordo nel giro delle prossime settimane. O comunque prima della sessione invernale di mercato, per scongiurare l’ipotesi che il brasiliano si accordi con altri club per poi liberarsi a zero in estate**. Il peggiore degli scenari possibili per Joao Mario, che dall’arrivo di Vanoli ha raccolto 4 panchine consecutive e una manciata di minuti a San Siro contro l’Inter; e per la stessa Juventus,** costretta ora a riesumare il suo dossier e valutare - di comune accordo con la Viola - se non sia il caso di interrompere il prestito per piazzarlo altrove. Non importa se in Italia o all’estero: andrà trovata una sistemazione in cui il portoghese possa mettersi in mostra. O, quantomeno, in cui ci sia la minima possibilità di giocarsi una permanenza che, in Viola, può già dirsi bella che compromessa. L’accordo pattuito in estate tra Juve e Fiorentina prevedeva un prestito oneroso da 1.8 milioni, con diritto di riscatto a 9.5 (pagabili in tre esercizi), oltre al fatto che la Viola si sarebbe sobbarcata interamente il suo ingaggio da 1.5 milioni. Aspetto da non trascurare, questo, e su cui la Juve potrebbe dover fare marcia indietro qualora decidesse - appunto - di valutare per lui un prestito alternativo da gennaio a fine stagione.

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