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Torino, Gineitis ora chiede spazio: "Non sono stati bei mesi"

Ivana Crocifisso

Ivana Crocifisso

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TORINO - Per mesi e mesi è stato un titolare inamovibile. Nemmeno il cambio di allenatore, nell'ultima stagione, aveva ribaltato le gerarchie. E così la lunga serie - cominciata il 13 dicembre del 2025 contro la Cremonese - di partite giocate dal 1’ da Gineitis ha portato il lituano ad essere sempre schierato nell’undici iniziale quando a disposizione. Una serie che, se vogliamo, non si è interrotta col derby di maggio perché pure con Abate il centrocampista ha cominciato come aveva finito: titolare nelle due sfide di Coppa Italia, titolare pure nelle prime quattro dell’attuale serie A. Contro Milan, Sassuolo, Fiorentina e Roma è sempre stato tra le scelte dell’allenatore. È stata la partita di Bologna a fare un po’ da spartiacque. Per la prima volta Gineitis è rimasto per tutti e novanta i minuti in panchina, poi dopo la pausa ha raccolto solo spezzoni. Lo stesso col Como martedì sera, anche se l’impatto sulla gara è stato più convincente del solito. A caldo, dopo la sconfitta contro i lariani, Gineitis è tornato proprio sull’ultimo periodo, quello in cui aveva fatto più fatica a trovare spazio dall’inizio (anche se, proprio con l’eccezione della sfida del Dall’Ara, il giocatore è sempre sceso in campo), non regalando spesso prestazioni memorabili.

Le parole di Gineitis

«Personalmente non sono stati i mesi più belli della mia vita - ha spiegato - ma mi sono sempre allenato con tanta energia e voglia di giocare, poi decide l’allenatore chi fare giocare, io sono contento se gioco, da titolare o da subentrante, ho fatto quello che potevo fare». Ha solo 22 anni Gineitis, ma da quando Juric lo ha portato in prima squadra ha bruciato le tappe, ritrovandosi a diventare un calciatore del quale ogni allenatore (da Vanoli a Baroni e D’Aversa) ha sfruttato le qualità, compreso Abate. La sua continuità e fisicità - quella che il lituano ha mostrato pure con la nazionale, del quale è un perno - questa estate ha attirato l’attenzione del Celtic, tanto che a lungo si è parlato di una possibile partenza del centrocampista. Così non è stato, ma questo non vuol dire che gli scozzesi non lo stiano ancora seguendo. Al contrario l’interesse è ben vivo, tanto che nella lunga sosta per le sfide delle nazionali lo stesso giocatore era tornato a parlarne, senza chiudere la porta a nessuno, né per gennaio né per la prossima estate: «Sarebbe un'esperienza interessante e positiva, sarebbe stimolante mettermi alla prova a un livello del genere, in un club del genere. Ma adesso sono dove sono. Se il Torino volesse vendermi e un altro club volesse acquistarmi, la questione sarebbe capire quanto mi offrirebbero per giocare lì. Tutto dipenderebbe dalla mia decisione finale».

Questione in sospeso

Insomma, la questione sembra al momento semplicemente in sospeso, ma è evidente che per la buona riuscita della trattativa servirà anche un Gineitis in grado di mantenere alto il livello delle prestazioni. Col Como c’è stato un passetto in avanti: il lituano ha pure sfiorato il gol, quella rete che con la maglia del Toro manca dalla stagione 2024/2025. «Se avessi tirato più alto forse quella palla sarebbe entrata», così aveva raccontato l’occasione avuta contro la squadra di Fabregas. Di certo, a proposito di occasioni, la sfida col Frosinone potrebbe offrirgliene una. Con Mandragora ancora out (nuovi esami sono in programma la prossima settimana), il centrocampista potrà sfruttare l’assenza del compagno per ritagliarsi più spazio. Da vincere c’è anche la concorrenza con Ilkhan, che proprio contro il Como è rientrato dall’infortunio. Il turco è rimasto fuori due settimane, dovendo rinunciare alle sfide contro Parma e Monza, ma ora punta anche lui ad una maglia da titolare.

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