Centosessantotto milioni contro 71,2 e 31,6. Sono le cifre spese nell’ultima estate rispettivamente da **Juventus, Napoli e Frosinone**, che oggi raccontano uno dei paradossi più evidenti di questo avvio di campionato. Dopo nove giornate per le prime due e otto per i ciociari - impegnati oggi con il Lecce -, la classifica dice infatti 14 punti per tutte e tre. Con una differenza non trascurabile: il Frosinone deve ancora giocare. Battendo i salentini questa sera allo Stirpe, la squadra di **Massimiliano Alvini** salirebbe a quota 17 e lascerebbe dietro sia la Juve sia il Napoli.
Tre mercati molto diversi, la stessa classifica
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Il confronto economico è impari. La **Juventus** è stata la squadra che ha speso di più nell’ultima sessione estiva di Serie A, con 168,3 milioni di euro investiti negli acquisti. Quasi cento in più rispetto al **Napoli**, fermatosi a 71,2 (quasi tutti derivanti dai riscatti dei prestiti della scorsa stagione), e oltre cinque volte la spesa sostenuta dal **Frosinone**, che ha chiuso il mercato con 31,6 milioni in uscita. In campo, questa differenza non si vede.
La Juve arriva dal pessimo 2-0 subito ieri a Genova, il Napoli dal 4-1 con cui ha battuto il Monza e raggiunto proprio i bianconeri. Il **Frosinone**, invece, ha costruito i suoi 14 punti nelle prime otto giornate da neopromossa, andando ben oltre le previsioni estive e mettendo in mostra una squadra riconoscibile, ma soprattutto italiana. Un miracolo della dirigenza, che pensa alla salvezza come primo e unico obiettivo, ma oggi potrebbe andare temporaneamente in Europa.