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Tempesta Juve, Spalletti può pagare per tutti. Napoli punto di non ritorno, dirigenti impressionati

Le modalità della sconfitta di Genova aprono uno scenario inquietante. Tecnico a rischio se i giocatori non funzionano, la legge è uguale per tutti

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È tutto nell’ultima immagine di Marassi: Spalletti ha cercato prima De Rossi, poi gli arbitri, ha stretto le mani di chi sorrideva e dentro di sé si è sentito più pesante a ogni passo. Ha rimuginato, riflettuto, ingoiato le folate del primo inverno genovese. E non ha battuto ciglio, tenendo lo sguardo basso, la testa calda, il cuore di chi si è sentito tradito dagli stessi che ha provato a salvare e rialzare. In ogni modo. Persino condividendo il timone, scegliendo insieme il vestito da indossare. Non lo dirà mai - e infatti non l’ha detto, non a caldo -, ma il Lucio di Genova è quello più malinconico di tutti: la squadra di qualche mese fa, quella del potenziale da cui avrebbe voluto ripartire, non esiste più. Si è sciolta. Pure per le scelte che ha fatto, col resto da dividersi equamente tra mercato (fatto dai direttori), infortuni (fatto dalla sfortuna), incapacità di mostrarsi maturi (mai fatta dalla squadra).

Quanto ancora c’è da correre. Quanta classifica pure da recuperare. Il quarto posto dista sei punti ma sembra lontano vite: la Lazio sorprenderà pure, ma la Roma no, e nemmeno il Como. E il Milan è lì, e il Napoli ha vinto. E la Juventus? Per ora aspetta, nicchia, fuori il campo sembra esattamente come all’interno: prima di reagire, dovrà capire se davvero sta precipitando.

[Spalletti "Massimo Decimo Posto": ironie social feroci dopo Genoa-Juve

Spalletti "Massimo Decimo Posto": ironie social feroci dopo Genoa-Juve](https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2026/10/28-152233059/spalletti_massimo_decimo_posto_ironie_social_feroci_dopo_genoa-juve)

Juventus, si va avanti con Spalletti

Al momento, e a prescindere dai risultati, non esiste alcuna convinzione così forte da ribaltare le voci dei giorni scorsi. E cioè: si va avanti con lui. Perché Spalletti è solido, saldo, sta su quella panchina avvinghiato dal volere della dirigenza e in particolare della proprietà, con la fiducia di John Elkann ribadita subito dopo il tracollo con la Lazio e con maggior forza dopo la prestazione con il Rennes e la vittoria di Lecce.

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