Marco Bonetto
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TORINO - Mai così efficace, mai così incisivo e decisivo. Mai così brillantemente inserito nella manovra, viene persino da aggiungere. Per Ché Adams si sta man mano sviluppando la sua miglior stagione in granata. Quattro reti in campionato in 7 presenze (6 da titolare; 500 minuti giocati in tutto), in media un gol ogni 125 minuti. E non si dimentichi che ha anche dovuto saltare due incontri, contro la Roma e il Bologna (con la sosta a seguire), per via di una lesione muscolare agli adduttori. Una rete acrobatica nella sconfitta contro il Milan, un’altra perla nella vittoria in trasferta a Firenze, la prima in campionato dei granata (vittoria fondamentale per la panchina di Abate, dopo due sconfitte e l’eliminazione in Coppa Italia). Poi l’infortunio, il ritorno in campo nel successo contro l’Udinese, un altro gol nella vittoria di Parma, quindi l’ultimo sigillo martedì contro il Como (e fino all’81’ il Torino era davanti nel risultato...). Nella scorsa stagione Adams aveva realizzato 6 reti in campionato (più 3 assist) in 33 presenze (2 gol in 3 partite di Coppa Italia): un rendimento decisamente inferiore nei numeri, imparagonabile rispetto al trend attuale. Nel 2024-’25, la sua prima stagione in granata, era invece arrivato a 9 reti con 3 assist in 36 presenze in A, più una rete e un assist in 3 gare di Coppa Italia. Complessivamente, a oggi, 19 reti in campionato e 3 in Coppa Italia. Avanti così e quest’anno Adams supererà di scatto anche Denis Law, Pallone d’Oro 1964 e pietra preziosa del Manchester United: lo scozzese aveva segnato 10 reti in un solo campionato col Toro, nel 1961-’61. E l’obiettivo di Adams è andare finalmente in doppia cifra, in questa stagione.
I dialoghi per il rinnovo
Ma non è solo o tanto il totale (22 gol e 7 assist in 82 presenze) a indurre il Torino a premere per il rinnovo del contratto del Ché. Di mezzo ci sono anche la sua professionalità, l’attaccamento, il buon rapporto con i compagni, una certa versatilità tattica, l’impegno mai venuto meno, la grinta che mette in partita, le doti di goleador tra acrobazie, reti di rapina e colpi geniali (anche da metà campo: ricordate quel gol a Empoli, dicembre 2024?). Adams si sta rivelando sempre più utile anche per Simeone: sono complementari, si cercano e si trovano, si dividono gli spazi e le marcature. Ciò che però rappresenta un problema da risolvere, per il Torino, è la situazione contrattuale di Adams. L’attaccante scozzese, infatti, ha un legame in scadenza il 30 giugno. E in estate non erano decollate le trattative per il prolungamento. A cavallo e dopo il Mondiale (Scozia subito eliminata dopo 3 partite) la società granata aveva guardato con interesse al mercato, poi Abate chiese che il Ché rimanesse, lui in allenamento si è sempre comportato con serietà e rispetto e l’assenza di offerte all’altezza ha fatto il resto. Da qualche tempo il Torino è alla ricerca di un rinnovo contrattuale per non rischiare di perdere Adams a parametro, in estate (proprio a parametro zero il club granata l’aveva preso nel 2024: il Ché era andato in scadenza nel Southampton, dopo 5 anni). A luglio Adams compirà 31 anni. Il Torino ha già intavolato discussioni con la volontà di rinnovare il contratto entro dicembre, così da anticipare il mercato di gennaio e la possibilità legittima, per Adams, di trattare autonomamente con altri club, nel caso. Le chiacchierate con l’agente dello scozzese stanno andando avanti. In ballo un ingaggio da 2 milioni netti.