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La Juve protegge Spalletti ma serve una reazione immediata. E spunta il candidato principale…

[Carnevali, strigliata e ritiro: ora pretende la svolta

Carnevali, strigliata e ritiro: ora pretende la svolta](https://www.corrieredellosport.it/video/calcio/serie-a/juve/2026/10/29-152241909/carnevali_strigliata_e_ritiro_ora_pretende_la_svolta)

Sotto pressione sono finiti i calciatori, l’ad Carnevali processa la squadra. Mentre Spalletti li chiude tutti nel JHotel

Fabrizio Patania

Fabrizio Patania

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Inviato a Genova - La crisi sale di livello. Spalletti, dopo il crollo con la Lazio, si era chiuso all’interno dello spogliatoio avviando i colloqui (individuali e collettivi) con il gruppo. Ieri è intervenuta la dirigenza, di solito defilata alla Continassa. Niente da sottovalutare o da derubricare. Se non è l’anticamera di una nuova rivoluzione, sembra l’estremo tentativo per scongiurarla, innescando una reazione feroce, immediata e concreta sotto forma di risultati. La Juve così non può andare avanti. Sembra un’agonia. L’ad Giovanni Carnevali ha avuto un confronto “molto diretto” con la squadra. Ha ribadito fiducia nel gruppo di lavoro, proteggendo Spalletti. Ha chiesto un’assunzione di responsabilità, sottolineando come non siano accettabili certe prestazioni. Sono finiti sotto pressione i calciatori, tutti richiamati e messi di fronte alla delusione del popolo bianconero e della proprietà, che continua a investire e ha stanziato altri 250 milioni di aumento di capitale. Si può perdere a Genova, soprattutto se ci arrivi stanco e spremuto da un ciclo di partite senza possibilità di turnover perché ne hai otto fuori, ma non così, senza lottare, perdendo ogni duello, non accettando il combattimento imposto su un campo come Marassi.

I nomi per l'eventuale dopo Spalletti

Una figuraccia a cui rispondere nelle prossime tre partite con Napoli, Az Alkmaar e Fiorentina. La scossa per adesso va prodotta senza ribaltoni, tirando fuori anima e coraggio. Spalletti ha chiesto scusa a Marassi e aveva già in mente la terapia d’urto. «Devo fare qualcosa di differente» uno dei passaggi più significativi della conferenza stampa. Pensava al ritiro anticipato, ma doveva ancora parlarne con la dirigenza. I bianconeri torneranno in tarda mattinata alla Continassa per l’allenamento e da stasera resteranno a dormire al JHotel. Due giorni di ritiro per recuperare la fatica, confrontarsi e prepararsi al Napoli. La linea dura suggerita dal tecnico è stata condivisa dalla società e testimonia, al momento, che Spalletti non è ancora in discussione. Prima di cambiare allenatore (sarebbe il quinto in poco più di due anni) alla Continassa ci vogliono pensare bene. È l’ultimo dei pensieri per Carnevali e Massara, catapultati alla Juve tra giugno e luglio. Sono all’inizio del percorso, con tanto lavoro da portare avanti nel segno dell’economia, facendo attenzione al bilancio e ai conti con l’Uefa. La Juve deve attenersi ai paletti stabiliti dal “settlement agreement”. Lucio ha firmato un biennale il 10 aprile (scadenza 2028, 6 milioni netti di ingaggio) con la benedizione di John Elkann e della proprietà, quando l’ad era Comolli, silurato due mesi dopo. Prendere Antonio Conte, ammesso e non concesso che intraveda possibilità di successo con un gruppo così modesto, prevede uno sforzo enorme, come acquistare altri due giocatori di peso. Si è proposto Deschamps, ex juventino, uscito da un ciclo lungo dodici anni come ct con la Francia. La soluzione principale, nel caso in cui la crisi deflagrasse, porterebbe verso Stefano Pioli, uno scudetto con il Milan di Maldini e Massara. Altrimenti il portoghese Paulo Sousa. Si tratta, però, di ipotesi tenute distanti dalla Juve. Va rispettata la cronaca. Carnevali ieri ha messo sotto processo la squadra. Lucio entrava alla Continassa per la prima volta esattamente un anno fa. Non ne è ancora uscito, sa fare il suo mestiere e ha un piccolo, grande vantaggio: conosce le origini della crisi, è sostenuto dalla società.

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