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“Juve, troppi allenatori bruciati”. E il nome che manca: “Fa la guerra, un serpente pronto al salto”

Paolo Pirisi

Paolo Pirisi

Dalla crisi della Juve al futuro del Napoli, passando per i ricordi della squadra dei 91 punti e il rapporto con Luciano Spalletti. Francesco Calzona, ex allenatore azzurro e reduce da un quadriennio importante alla guida della Slovacchia, analizza il momento di entrambe. E trova la ricetta per il futuro: continuità, programmazione e pazienza. Calzona, che idea si è fatto del momento della Juve dopo il tracollo di Genova? «Una sola cosa: devono dare continuità, cambiano tutto troppo spesso. La storia dice che devono partire per vincere, ma bisogna essere onesti: la Juve di oggi non è competitiva come l’Inter e nemmeno come il Napoli, per esempio. Bisogna avere anni per costruire: lo vedete l’Arsenal? Devono andare anche oltre le pressioni. Non basta un anno, ci vuole tempo. Prima Sarri, poi Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti: non si possono bruciare tutti questi allenatori». E il Napoli? Torna da Monza con più convinzione... «Ancora qualcosa manca, prendono sempre gol. Si sono sbloccati, segnano tanto, il livello offensivo è alto. Possono tornare ad altissimi livelli».

Calzona: "Stupito dal Frosinone. Juve, ecco cosa ti manca"

Finora chi l’ha stupita in Serie A? *«Sono un amante del gioco del Como. E poi è chiaro che sono stupito dal Frosinone: sta facendo un grande campionato per il calcio che sta esprimendo. Onore al lavoro di Alvini».*

Cosa l’ha colpita del Frosinone? «Raimondo: è un attaccante veramente di spessore. L’ho visto dal vivo a Firenze: mi impressiona per come si muove in area».

È quello che manca alla Juve? «Per me sì. Vede la giocata prima degli altri: protegge palla, fa la guerra coi difensori, è completo e lo vedo già pronto anche per un salto così. È veramente un serpente».

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