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Bremer, Douglas Luiz, Conceicao e non solo: perché la Juve ha congelato i rinnovi e cosa succede ora

Juventus

Rimandati tutti gli appuntamenti con gli agenti dei giocatori per i prolungamenti di contratto: le motivazioni e i possibili scenari

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Tutto congelato. E perciò ancora aperto. La Juventus al momento sta pensando solamente a rimettersi in forze e a cambiare nuovamente la propria classifica, provando a recuperare tempo e punti. Riparte da qui. E solo da qui. Scegliendo - anche dolorosamente - di posticipare tutto il posticipabile, rinnovi compresi. È il caso, ad esempio, di uno dei giocatori più criticati dell’ultimo periodo: quello con Pierre Kalulu, in una situazione normale, sarebbe stato uno dei primi appuntamenti per prolungare il contratto (la cui scadenza al momento è fissata per il 2029). L’intenzione, naturalmente, rimane. Manca però l’atto pratico. E le chiacchierate, soprattutto quelle decisive, sono state sostanzialmente rimandate, com’è stato rimandato l’accordo definitivo fino al 2031. Chiaramente, nessun problema: la testa non può andare altrove, non può lasciare le questioni di campo e prendersi lo spazio personale. Lo sa bene Douglas Luiz, che dopo un buon inizio di stagione ha visto comparire davanti a sé l’opportunità di allungare fino al 2030, anche solo per distribuire meglio il peso a bilancio. Il brasiliano, che ha ritrovato continuità di minutaggio e non solo di prestazioni, ne sarebbe ben contento, e compatibilmente con il ritorno al risultato la sua situazione potrebbe diventare una delle prime a essere definite.

I rinnovi di Bremer e Thuram

Una decisione sarà poi presa pure su Gleison Bremer: proprio in queste settimane era previsto un punto per valutare il futuro, con il contratto del centrale brasiliano - anche lui tra i più discussi dell’ultimo periodo - che indica il 2029 come data di scadenza. Inutile aggiungerlo: se ne riparlerà. Anche per capire cosa potrebbe accadere già nel mercato di gennaio, quando la stessa Juve è chiamata a un salto di qualità senza avere la possibilità concreta di poter investire quanto dovrebbe. Che possa diventare il tempo giusto per qualche sacrificio?

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Tutto resta aperto, come rimane aperto il destino di Thuram: prima dell’infortunio e della relativa gestione, su Khephren si ragionava su altre cifre e su altri numeri. Poi, di mezzo, ci si è messo il destino e non se n’è fatto più nulla. Il focus sarà sul rientro.

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