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Alajbegovic fa il fenomeno col Napoli ed emette una sentenza: alla Juventus non può non essere…

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Alajbegovic è stato il più attivo tra i giocatori della Juventus nel primo tempo. Più volte ha provato a uscire dall'ordinario, più volte ha puntato l'uomo. E spesso c'è riuscito.

Non solo: l'ex talento di Bayer Leverkusen e Salisburgo è andato a un passo dalla segnatura già agli sgoccioli della prima frazione. Un suo sinistro incrociato radente ha quasi portato in vantaggio la Juve, ma Meret si è allungato da campione, evitando al pallone di entrare nella propria porta.

La sensazione, insomma, era abbastanza chiara: uno dei protagonisti di Juventus-Napoli poteva essere davvero lui, Alajbegovic. E così è stato.

FBL-ITA-SERIE A-JUVENTUS-NAPOLI

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LA PERLA DELL'1-0

Alla fine, proprio Alajbegovic ha trovato il guizzo giusto. La giocata del campione, quella che ha scardinato una partita che si stava facendo pericolosamente bloccata.

A una ventina di minuti dalla fine, il bosniaco ha ricevuto palla sulla sinistra da Zhegrova. E con una botta mancina inattesa ha fulminato Meret, andando a insaccare il pallone all'incrocio dopo averlo fatto sbattere contro il palo di Meret.

Goal bellissimo, da campione. Un gesto tecnico che ha esaltato l'Allianz Stadium e sbloccato definitivamente la Juventus, poi capace di trovare anche il 2-0 nel finale grazie a un'altra conclusione da fuori di Boga.

IL SIPARIETTO DELLA SOSTITUZIONE

Perché, dunque, Alajbegovic è stato sostituito da Spalletti un paio di minuti dopo aver segnato? Non per una scelta tecnica dell'allenatore della Juventus.

Il bosniaco ha chiesto il cambio ad ampi gesti, probabilmente per semplice stanchezza. E Spalletti ha ordinato a Boga di prepararsi.

Solo che poi è arrivato il destro dell'1-0. E Boga, convinto di non entrare più in campo e di dover sedersi nuovamente in panchina, si è rimesso la giacca.

Alla fine, però, il cambio c'è stato davvero: Alajbegovic ha lasciato il campo tra gli applausi dello Stadium e al suo posto è entrato proprio Boga, poi autore del raddoppio.

COME SI RINUNCIA A UNO COSÌ?

Alajbegovic aveva giocato dall'inizio già mercoledì, in casa del Genoa. Ma in quel caso non aveva fatto bene, venendo rimpiazzato da Zhegrova tra primo e secondo tempo.

Nelle due partite precedenti, invece, il giovane Kerim il campo non lo aveva quasi visto: "colpa" del passaggio al 3-5-2 di Spalletti dopo il tonfo interno con la Lazio, modulo che sia contro il Rennes che contro il Lecce aveva penalizzato gli esterni come il bosniaco.

Juventus-Napoli, però, regala una sentenza: un posto per Alajbegovic va trovato. Perché sì, si parla di un giocatore giovane e che le sue oscillazioni le può anche avere. Ma la qualità tecnica è superiore a quella di tutti gli altri: del pasticcione Kolo Muani e pure di Woltemade, che comunque ha giocato meglio del francese.

Partendo da sinistra per accentrarsi dopo aver puntato l'uomo, Alajbegovic dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa. Il che, per diversi compagni, è vero solo parzialmente. Toccherà a Spalletti trovare il modo di metterlo nelle condizioni per incidere con continuità.

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