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"Siamo la Juve, si tiene botta" e poi la risposta in diretta tv a Caressa: Spalletti post Napoli

"Merito della squadra, dobbiamo restare uniti e compatti", le parole dell'allenatore bianconero al termine della partita

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Alla Juventus serviva una vittoria e non ha sbagliato. Grazie alle reti (bellissime) di Alajbegovic e Boga, i bianconeri hanno battuto 2-0 il Napoli, portando a casa tre punti preziosissimi. La Vecchia Signora ha giocato un'ottima partita, lasciandosi alle spalle il pesante ko contro il Genoa e salendo così a quota 17 punti in classifica. Al termine dell'incontro l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti è quindi intervenuto ai microfoni di Dazn: "Abbraccio allo staff significato diverso stasera? Significato diverso perché loro soffrono insieme a me, lavorano con me dalla mattina alla sera. Io sono il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via, ma loro sono presenti quasi tutto il giorno. E poi hanno a cuore le sorti, si lavora. Ma stasera i meriti vanno attribuiti alla squadra, che è riuscita a prendersi quella volontà di andare a fare il primo passo, di provare a guadagnare metri anche immaginandoseli per andare avanti. Nel secondo tempo poi ci sono riusciti, mettendo apposto qualcosa. Stasera si sono rimeritati la vittoria e si sono ripresi un po’ di stima per il livello di calcio che possono giocare".

Malessere, autostima e il discorso di Carnevali

Spalletti dopo il ko contro il Genoa ha mandato la squadra in ritiro e lì deve aver toccato le corde giuste perché quella vista in campo contro il Napoli è sembrata un'altra squadra: "Il discorso più importante l’ha fatto Carnevali: non sono abituati a sentire quella voce e già quello ti crea l’attenzione e quel dover per forza assorbire ciò che dice perché è la prima volta che lo fa. Noi che siamo presenti tutti i giorni insieme possiamo solo stargli vicini: loro entrano in questo malessere di autostima, di difficoltà che non gli riesce più niente, perdono la fiducia sulle cose più normali e se la trasferiscono con un passaggio sbagliato, poi la decisione non presa che è peggio di un errore. Il Napoli aveva iniziato bene la partita stasera, anche se noi 2-3 volte abbiamo ribattuto. Ma col passare dei minuti sono stati bravissimi nell’entrare nel ritmo, nelle scelte da fare per andare sempre a prenderli, con la stima di giocare con metri di campo alle spalle dove poi diventa difficile andare a difendersi a campo aperto. Chi è entrato lo ha fatto benissimo: stasera i meriti sono tutti dei calciatori".

"Bisogna stare compatti e uniti"

"Io lo so qual è il gioco delle pressioni da mettere addosso a quell’altro per avere più vantaggio su quella che è la gestione e via dicendo - ha continuato l'allenatore bianconero -. In questo momento non si ha struttura di niente. Anche stasera ho dovuto mettere McKennie visto che Sarr non poteva giocare avendo la febbre, tutte obbligatorie le sostituzioni per gli uomini che avevo, e si rigioca giovedì… Di che si vuole parlare? Ora c’è da tenere botta nonostante si sia la Juventus, ci si è resi conto che è un momento da gestire così e poi si parla di quello che volete. Ora noi dobbiamo essere squadra che fa quadrato, insieme ad uno stadio la cui vera faccia è quella del secondo tempo, che lotta al fianco della squadra. Poi 'Questo non è capace, Spalletti non è capace, quell’altro deve andar via': tutto vero, ma ora c’è da stare compatti e uniti. Lo stadio deve tornare ad essere il nostro fortino, anche se non gli diamo grandissime soddisfazioni in questo momento: abbiamo bisogno del nostro pubblico, si ringrazia chi stasera ci è stato vicino. Il momento strutturalmente è di quelli dove bisogna tenersi per mano e avere la faccia tosta di provare a guadagnare metri anche se non esistono sulla carta, perché siamo un po’ in difficoltà come uomini e come tutto. Vittoria meritata, che si meritano i calciatori, ai quali facciamo un grande applauso stasera. Bravi ragazzi!".

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