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È da poco uscito il suo nuovo libro. Si chiama **“Fuori dal gioco”, di Fabrizio Bava**, economista torinese con una profonda passione per la Juve. Nel **romanzo** di **formazione** del professore viene affrontato **il rapporto tra calcio, passione e vita quotidiana**, sviluppando una riflessione che va oltre il semplice racconto sportivo. Attraverso la storia del protagonista, il libro esplora il legame profondo tra il **tifoso** e la propria squadra, mostrando come il calcio possa diventare una componente fondamentale dell’identità personale, capace di influenzare scelte, relazioni e percorsi di crescita.
Un altro **tema** centrale è quello **dell’economia** del pallone: bilanci, sostenibilità finanziaria e gestione societaria diventano strumenti per comprendere cosa si nasconde dietro il mondo del calcio professionistico. Il racconto tocca inoltre il valore dell’amicizia, il rapporto con la famiglia, le delusioni, le ambizioni e il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. La **Juventus** diventa così il **filo conduttore di ventisei anni di storia personale e sportiva**, mentre i numeri dei bilanci raccontano l’evoluzione economica del calcio. Nel giorno dell’assemblea degli azionisti, Bava tocca vari aspetti economico-finanziari dell’attuale galassia bianconera.
**Partiamo dalla fotografia economica: la Juventus ha chiuso il bilancio 2025/26 con una perdita di 66 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 58,1 milioni dell’esercizio precedente. Quanto è preoccupante questo dato?**
_«Il fatto che la Juve non sia in Champions League, con vista sul futuro prossimo, è l’aspetto più preoccupante, ben di più del lieve peggioramento dei conti tra il 2025 e il 2026. Ma ci sono degli aspetti da leggere con positività: negli anni del Covid il club aveva superato i 300 milioni di costi, toccando quota 200 milioni di ammortamenti. Ora siamo a 335 milioni tra costi e ammortamenti. La parte virtuosa del bilancio, però, allora posava sulle tanto contestate plusvalenze. La contrazione dei costi si continua a registrare ed è incoraggiante, ma sull’anno prossimo peserà l’assenza dalla Champions»._