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Alajbegovic brucia le tappe: doveva crescere all'ombra di Yildiz, ma alla Juve non c’è tempo

© Juventus FC via Getty Images

Il ko del turco ad agosto ha costretto Kerim a bruciare le tappe: Spalletti punta sulla sua crescita

Filippo Bonsignore

Filippo Bonsignore

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Largo ai giovani. Nel giorno della gioia tutta italiana per un predestinato come Kimi Antonelli, re del Mondiale di Formula 1 a soli vent’anni, anche la Juve ha ritrovato il suo enfant prodige, Kerim Alajbegovic. Mancava da un po’ dal centro del palcoscenico, il gioiello bosniaco, che si era sbloccato contro il Nec trovando il suo primo gol in bianconero a metà settembre ma non aveva fatto ancora centro in campionato. Al rientro dalla lunga sosta internazionale, Kerim aveva dato un segnale forte soltanto a Cagliari con l’assist per il pareggio di Kolo Muani prima di un momento di calo con Celta Vigo e Lazio e avere a disposizione soltanto una manciata di minuti nel recupero contro Rennes e Lecce. Non solo, il tentativo di rilancio operato da Luciano Spalletti contro il Genoa era fallito perché la Juve è affondata a Marassi e pure Ala ne è rimasto vittima, sostituito a metà gara dopo un primo tempo anonimo.

[Alajbegovic, che gol per sbloccare Juve-Napoli: la fotosequenza

Alajbegovic, che gol per sbloccare Juve-Napoli: la fotosequenza](https://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/serie-a/juve/2026/11/01-152311008/alajbegovic_che_gol_per_sbloccare_juve-napoli_la_fotosequenza)

La svolta e il primo gol in campionato

La storia però è cambiata in fretta e la svolta auspicata è arrivata nel momento più difficile della storia recente bianconera, pochi giorni dopo il punto di non ritorno di Genova. «La squadra ha vissuto delle settimane non facili, quindi sono ancora più contento del mio gol - sottolinea Alajbegovic -. È stato il mio primo in Serie A ed è un momento che non dimenticherò mai. Sono orgoglioso della squadra e grato per la fiducia. Spalletti è un grande allenatore, mi aiuta sempre a migliorare. Ora continuiamo a spingere». La sua saetta che prima ha sbattuto sul palo e poi si è insaccata alla spalle di Meret non solo gli ha permesso di diventare, a 19 anni e 41 giorni, il più giovane attaccante ad aver sia segnato almeno un gol, sia fornito almeno un assist nei cinque principali tornei continentali 2026-2027, ma anche di gettare un ponte verso il futuro. Che, nei piani della società, dovrà essere suo. La Juve lo ha strappato al Bayer Leverkusen in estate per 30 milioni più 5 di bonus, immaginando per lui un percorso graduale di crescita all’ombra di Yildiz, del quale in futuro potrebbe raccogliere l’eredità nel caso si riproponessero assalti a tripla cifra da parte della big d’Europa per il Dieci.

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