Venti convocati per la Champions. Ma tre sono portieri e tre sono della Primavera. E così, a conti fatti, il Napoli che domani sfiderà il temibilissimo Porto di Farioli nella quarta giornata della league phase sarà una squadra a brandelli. Il fantasma del Dragão. Quel che resta di una rosa che non è stata al completo neanche il primo giorno di ritiro e che ieri è ripartita con due elementi in meno rispetto a quelli che sabato sono arrivati a Torino, in vista della doppia trasferta campionato-Champions: Di Lorenzo e Olivera. Il Napoli vive un momento talmente paradossale che ha tra gli indisponibili finanche l’aeroporto titolare: lo scalo di Capodochino è chiuso fino al 1° dicembre per lavori e la comitiva ha dovuto modificare le abitudini decollando per il Portogallo da Caselle, senza l’agio di poter passare da casa.
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Le pagelle di Juve-Napoli: Zhegrova spacca la partita, Lucca lotta ma è troppo solo](https://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/serie-a/2026/11/02-152317405/le_pagelle_di_juve-napoli_zhegrova_spacca_la_partita_lucca_lotta_ma_troppo_solo)
Il momento del Napoli
Al netto di un lungo elenco di problematiche tecnico-tattiche, il Napoli avrebbe bisogno anche di un po’ di fortuna: non gliene va bene una. Domani, dopo aver scontato due giornate di squalifica in campionato, al Dragão tornerà Allegri in panchina. A lui, come al suo vice Landucci, va riconosciuto di non aver mai cercato alibi e di non essersi mai nascosto dietro gli infortuni, ma in qualche modo dovrà trovare l’equilibrio in questo incomprensibile percorso fatto di continue fermate e ripartenze. La certezza è rappresentata dai numeri: 14 punti in 10 giornate di campionato sono il peggior risultato del Napoli dal 2009-2010. All’epoca finì sesto dopo l’esonero di Donadoni e l’arrivo di Mazzarri. Max non riesce a trovare continuità: veniva da tre partite piene di segnali interessanti, con 11 gol a mitigare l’endemica gracilità difensiva, ma allo Stadium ha registrato solo passi indietro. Notevoli, strutturali e psicologici. Napoli fragile e con l’autonomia limitata a un tempo, impalpabile in mezzo e anche in attacco senza Hojlund. Addirittura sovrastato nella ripresa da una Juve appena sufficiente ma molto più volenterosa e affamata, già prima dell’espulsione di Marianucci.
Napoli, le scelte di Allegri
In Champions, in questo momento, la squadra è 22ª e in zona playoff: è bastata la vittoria con il Bodø/Glimt a restituire vita alle speranze, dopo le sconfitte con Arsenal e Villarreal. Un colpo in trasferta in Champions manca dal 24 ottobre 2023 a Berlino con l’Union. Una vita. Ma per la verità, dall’epoca, i successi sono stati pochi in generale: 4 su 16 partite. Allegri è stato l’ultimo a guidare un’italiana alla vittoria al Dragão contro il Porto: con la Juve nel 2017. Ma domani le difficoltà saranno all’ennesima potenza: sia per il valore della squadra di Farioli, sia per le assenze. Dieci indisponibili: Alisson, Badiashile, Buongiorno, Di Lorenzo, Favasuli, Lobotka, Neres, Olivera, Spinazzola e il fuori lista Marianucci. Di Lorenzo e Olivera, fermati da risentimenti muscolaricontro la Juve, sono rientrati a Napoli, mentre De Bruyne, alle prese con un problema alla caviglia sinistra rimediato sempre allo Stadium, è partito ma è in dubbio. Ieri la squadra s’è allenata a Vinovo, la casa della Juventus Women e della Next Gen: differenziato per Milinkovic-Savic e Hojlund, fuori domenica per sovraccarico e influenza. Oggi sarà fondamentale per loro e per KDB. Senza un solo terzino di ruolo a destra e a sinistra, l’idea più plausibile è un 3-5-2 con Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Anguissa, Gilmour e McTominay in mediana, Politano e Lang a tutta fascia; Giovane o Lucca con Hojlund. Che di aspirine ne avrà prese un bel po’.